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Sospiro


Mi uccide il pensiero di non poter esser pensiero

e così volare e convolare nella tua mente come fossi vento

ogni volta che ti vedo mi reinvento qualunque idea

ma ogni tuo sguardo non rende mai giustizia

al mio cuore bandito per sempre nei campi di proiettili

dove sfrecciano gli indiani e le loro punte

rotolano rovi appuntiti a forma di cuore trafitti di spade

che dura lotta che eterna guerra questo nostro sospirare

insieme attaccati come lottatori, travolti, sconvolti,

lungo ogni duna di questo deserto ed ogni oasi nei tuoi occhi

la tua bocca è l’unica fontana dove prendere ossigeno

non farmi soffocare, non strozzarmi, mordimi

e lasciami un segno indelebile, un tatuaggio vigile,

che sia una freccia ad indicarmi la via che mi porta

ad aprire la finestra dove ti ammiro ogni sera.

La luna cala nel deserto e i miei occhi guardano la stella

a sinistra. Lasciamo il tempo scorrere in sospiri.

Scorrere liquidi


Ho visto così scorrere liquidi nel cielo di metallo attraverso questo sbrinato vetro d’autunno con i tergi lacrime sempre accesi per paura che un insetto dalle ali di farfalla si potesse incastonare in questo quadro ben poco idilliaco in un’opera più ampia la quale lo contiene al suo interno. Siamo inscatolati come bambole russe e a nostra volta entriamo nelle scatole altrui. A volte le scatole altrui si rompono a volte siamo noi a irrompere e attraverso questo ciclo infinito di combinazioni ci ritroviamo sempre all’interno di una stanza senza porte e finestre per uscire e dunque ci fermiamo ad osservare fuori. Spesso preferiamo farlo perché ciò che entra ed esce dalle varie scatole è spesso una cruda realtà che non sopportiamo o che forse non ancora riusciamo a supportare come se il nostro cervello dovesse ancora passare ad un sistema operativo più adatto alla vita del Sistema.
Non sono solo i cristalli che sono liquidi. Oggi tutto è liquido e puntualmente veniamo liquidati. Il lavoro è una botte piena che lentamente si svuota, l’amore si consuma in una notte come un bicchiere scolato (one shot, una botta e via) in discoteca, la vita è una cantina di pregiati liquori che ben presto viene esaurita perché dobbiamo fare in modo di inebriarci pur di dimenticare (la morte?). Tutto scorre così liquido e noi veniamo liquidati con esso. Siamo gli stessi cristalli che ci ostiniamo a guardare pur di cercare una verità, non sapendo che una volta giunti ad una verità totale ed assoluta non faremmo altro che decretare la nostra stessa morte. Non si potrebbe vivere conoscendo la verità totale dell’uomo, non sarebbe supportato dal nostro Sistema. Così ogni tanto ci spegniamo.  A volte ci spezziamo. A volte mangiamo uno spezzatino e ci ritagliamo un angolo di tempo da appendere alla parete da usare come bersaglio delle nostre freccette per ammazzarlo. Ed è proprio così e sempre lo sarà come già diceva qualche filosofo greco, tutto scorre nulla resta. Soprattutto quando hai paura. Scorre. E’ allora che sei davvero diventato simile ad un liquido. La peggior cosa in quest’economia liquida è quella di aver paura e farsela addosso. Sì, così davvero tutto scorre. Tra le nostre e le vostre gambe. Forse un giorno ce la faremo tutti sotto dal ridere.