Il mio amore è un arsenale


Oggi mi sono barricato in casa prima che tu tornassi dal lavoro. Sono rimasto barricato in casa prima che tornassi dalla spesa. Sono rimasto barricato in casa prima che rientrassi dopo essere stata dal tuo amante. Mi sono nascosto dietro la poltrona e mi sono organizzato. Ho messo tra i denti il coltello da cucina per il pane, nelle tasche ho infilato forchette e cucchiaini, in testa lo scolapasta. Negli stivali ho infilato quei coltelli che rubai in un ristorante, non hanno mai tagliato nulla, spero che questa sia la volta buona e funzionino. Tesoruccio mio ti sto per fare la festa. Ti aspetto barricato in casa dietro la poltrona, ho anche una rosa rossa nel taschino della giacca con tutte le spine attaccate. Attaccate alla presa di corrente. Ricordi? Quella splendida rosa rossa di vetro che avevo comprato per te il giorno di San Valentino che s’illuminava e si spegneva. Per te. Per te che sei una corrente alternata. Ci vorrebbe una bella scossa, uno scossone amore mio, qualcosa che ridia vigore a questo nostro amore assopito da anni come un orso bruno andato in letargo, bruno come il tuo… il tuo amante. Ho messo su un arsenale per quando tornerai, un arsenale di armi per amarti meglio, per amarti mi sono armato e una vocina mi sussurra nella testa ”Mia cara Bina”, le parole che dovrei dirti quando ti vedrò rientrare a casa. Io sarò il tuo caro Armato. Ah ah ah ah! Vecchia. Ma forse è ancora buona. Teniamocela per questa volta.

So che sei passata accanto all’agenzia matrimoniale durante il percorso del tuo ritorno. Sei passata a fare la spesa, a fare nuovi incontri, e poi infine sei passata da lui. So dove lo hai conosciuto. Sì, ho visto tutto. Ho rubato la tua password, ho letto tutto. Neanche una prostituta sarebbe stata capace di avere così tanti contatti in un sito d’incontri come quello. Per questo adesso ho deciso di deporre le uova ma non le armi. Sarò la tua gallina omicida tesoro. Non hai scampo, appena rientrerai in casa qualcosa salterà in aria.

Salterà in aria tutto, il nostro matrimonio, la nostra casa e i nostri bambini che nell’eventualità ho pensato bene di legarli al letto imbavagliandoli. Che dolci creature amore mio. Le nostre piccole creaturine angeliche che abbiamo fatto insieme, che abbiamo portato alla luce, che abbiamo dato al mondo e che adesso li riprendiamo con noi, vero tesoro? Verranno tutti in Paradiso con noi. Felici.

Ecco ti vedo arrivare dalla finestra. Io sono pronto. Non ti avevo mai vista così… così… così zoccola. Da quando hai conosciuto quel tipo sembri una donnina da marciapiede, ma tra poco tutto finirà. Ho creato il mio arsenale personale, perché lo sai, il mio amore per te è un arsenale di frecce di Cupido, di proiettili, di coltelli rubati da un ristorante che non tagliano bene… la carne cotta.

Ecco, sei entrata, mettiti comoda sulla poltrona. Dietro ci sono io con il mio bell’arsenale pronto a farti mia. Ti amo. Lo sai che ti ho sempre amato. Ma cosa hai messo nella borsa? Quella borsa è enorme… no, non poggiarla, non poggiarla sulla poltrona tesoro, non farlo. Ti prego, ti supplico, io ti amo, ti amo!!!

BOOM!

Mi hai schiacciato con il peso del tuo shopping. La poltrona ha ceduto e le forchette mi si sono infilzate tra i gioielli di famiglia. Sento da lontano la sirena dell’ambulanza. Hai sempre ragione tu anima mia, mio fiorellino, mia stella dell’universo, mio unico punto di luce. Sono un imbranato e ti amerò per sempre, non ci possiamo dividere, siamo due anime gemelle che vivranno insieme nell’eternità. Anzi, nell’Eternit, questa meravigliosa casa fatta tutta di Eternit. E’ per il nostro futuro, per sempre. Il nostro amore è per sempre. Come il cancro.

Ho capito che mi hai salvato la vita, hai salvato la vita di tutti.  Sei di nuovo la mia dea. Un giorno inviterò il tuo amante a casa nostra per cena. Faremo un’altra festa, vero? VERO?

Dopo che saranno trascorsi questi sei mesi con me in prognosi riservata con i gioielli di famiglia trafitti dalle forchette. Quanto male mi fai amore per farti voler bene, quanto male mi fai.

Lardo ai giovani


Bisogna addolcire questa vita amara con dello zucchero nel già troppo amaro caffè del risveglio mattutino, quando la luce del sole che penetra dalle persiane stendendosi sulla mia fronte come una griglia rileva la subitanea inquietudine che mi si presenta già al risveglio. Ma il troppo dolciume cosparso nella vita ci fa ingrassare e ingrossare, divenire larghi di vita e stretti di vedute, la larghezza del culo di una donna è direttamente proporzionale alla piccolezza dei suoi occhi e di quello che è in grado di vedere oltre le apparenze. Ma non è una questione di estetica. E’ la società di oggi che vuole la donna extra-large e l’uomo, chissà perché, sempre più filiforme e malaticcio. E’ la malattia del Capitalismo. L’uomo si svena per mantenere una donna che s’ingrassa col suo sangue. Ma non era di questo che avrei voluto parlare. Sì, la Nutella. Finalmente è stata conquistata dalla donna, un altro diritto inderogabile finalmente acquisito. All’uomo la birra davanti alla TV. Nonostante la decadenza dove ci sta portando la crisi, continuiamo come ebeti a far finta che tutto vada bene, inebriati e inebetiti dei vari oppiacei concessici in dono da chi invece è molto più sveglio di noi. I figli sono l’oppio dei popoli. I social network, le trasmissioni televisive, la stessa internet. L’importante è avere una sedia abbastanza comoda dove poggiare il culo e godersi lo spettacolo. Allucinati allucinanti. Nel frattempo continuiamo a vivere in un paese di merda costruito da Berlusconi (lo ha detto lui dopo venti anni che è in politica, quindi ringraziamolo) e nessuno smuove il proprio culo per liberarsene. E’ meglio restare intontiti, almeno fino a quando non andremo in astinenza e allora forse sì, qualcuno scenderà nelle piazze, ma non perché voglia cambiare questo paese, no, ma per reclamare ad alta voce il diritto agli oppiacei del popolo e a questo punto affermerei di questo gran popolo di merda. Viva l’Italia.

Il calendario di Sarah Scazzi e la De Filippi


Col nuovo anno andremo tutti in edicola a comprare il calendario di Sarah Scazzi in modo che per 365 giorni di seguito, uno più, uno meno, potremmo masturbarci con le stesse fantasie erotiche del tronista che tutti noi da una vita abbiamo sempre sognato di essere. Finalmente ogni nostro desiderio si sente realizzato, e tu, consumatore di talk-show, di soap-opera, di pornografia, incesto e pedofilia verrai accontentato e glorificato per un anno intero. Tu, sporco italiano di merda che voti Berlusconi e che poi ti scoperesti tutte le minorenni che intravedi ad ogni angolo della tua città, finalmente sai che il mondo è nelle tue mani. Ti senti soddisfatto, l’hai vinta. Cardinale, vescovo o prete alcolizzato e maniaco sessuale che predichi i valori della famiglia. Padre di famiglia che picchi la moglie a sangue almeno una volta al mese tornando a casa ubriaco fradicio, morto di fame, senza un lavoro e che vai a caccia di ragazzine su Facebook.
La vergogna non è sulle copertine, nelle prime pagine dei giornali o nei primi titoli dei telegiornali. La feccia dell’universo è altrove.
Prova adesso a guardarti allo specchio, sì proprio adesso che stai leggendo. Hai capito adesso chi ha ucciso Sarah Scazzi e ha relegato l’Italia a paese del Terzo Mondo? Lo capisci questo, vero?

Chi rifiuta il sogno deve masturbarsi con la realtà. (Ennio Flaiano)

La verità su Sarah Scazzi


Non fate altro che aspettare che il mostro passi in vetrina, come la marionette che tanto piacciono ai bambini, è tutto così un bel teatrino davanti a quello schermo piatto di fronte ai vostri occhi di pesce con la bavetta alla bocca mentre in mano avete la forchetta per i vostri succulenti rigatoni al sugo. Vi cola la bavetta, non aspettate altro da una vita. Da tempo non attendevate altro di assistere ad una notizia così succosa e corpulenta. Soprattutto corpulenta. Avete bisogno di qualcosa che ogni tanto vi distragga completamente dalla vostra inutile e vuota vita, di qualcosa di forte con cui inebriarvi il cervello e passare il resto della giornata con l’anima in pace, sapendo che c’è qualcuno peggiore di voi. Che c’è qualcuno capace di fare tanto mentre voi vorreste o forse avreste sempre voluto. Lì sul tavolo, con la vostra bavetta, con a fianco qualcuno che fate finta di amare da una vita. Finalmente ricevete l’oppio e la sacra unzione del redentore universale direttamente dalle luci e dal suono di un telegiornale televisivo, e i vostri occhi diventano a forma di cuoricino, il vostro animo si sente sollevato. Vi sentite liberi. Finalmente un’altra storia di cui non fate parte ma che vi rende improvvisamente la vita più leggera. Affondate meglio quella forchetta tra i rigatoni, il sugo che vi cola addosso, l’appetito che aumenta e le ghiandole della salivazione che fanno festa. Non stavate aspettando nient’altro che una notizia così gustosa, non stavate aspettando nient’altro pur di poter mettere un altra figurina che ritrae un mostro nel vostro personale museo degli orrori piuttosto che la vostra stessa faccia di fronte agli incubi della vostra stessa vita. Adesso potete davvero pensare che ci sia qualcuno peggiore di voi e finalmente oggi potete anche festeggiare in tutta armonia il settantesimo anniversario della morte di John Lennon con la sua foto appesa e incorniciata in camera come se fosse quella di un santino.
Finalmente siamo di nuovo tutti liberi. I mostri esistono davvero. Siamo tutti salvi. Li hanno presi alla TV.

La memoria non è nient’altro che una scelta personale. Una scelta assai deliberata. Quando ricordiamo una persona – un genitore, un coniuge, un amico – migliore di quanto magari fosse, lo facciamo per creare un ideale, qualcosa a cui noi stessi possiamo aspirare. Ma quando ricordiamo qualcuno come un ubriacone, un bugiardo, un violento, non facciamo altro che creare una scusa per il nostro pessimo comportamento.

[…]

Tutti gli esseri umani non fanno che cercare ragioni per comportarsi bene oppure scuse per comportarsi male.

Chuck Palahniuk