Un re che torna è sempre rintronato


Un re che torna da un lungo viaggio è sempre un po’ rintronato, ma è re soltanto chi non si sente né principe né plebeo né marmaglia o che dir si voglia, soprattutto chi non si sente oltre che a marmaglia anche né a marmaglioncino o peggio ancora a barboncino. In realtà siamo tutti piccoli principi che nella notte ci beiamo delle stelle e imbrocchiamo la strada sbagliata facendo traboccare l’ultima goccia dal naso la quale farà incattivire quella che fu la prima a condannarci ad un brutto raffreddore preso in una notte di mezz’inverno e mai ridata indietro al suo proprietario di cui tra l’altro non scopriremo mai l’identità e di tutto questo rimarrà un giallo. Ovviamente un cinese che nella sua bottega produce starnuti di rara bellezza ma che nessuno osa comprare perché si conosce fin troppo bene l’arte cinese dell’imitazione perfino degli starnuti. Ci sono tali e alcuni anche quali, che affermano di aver visto cinesi che cercavano di imitare gli occhi a nocciola perché stufi di quelli a mandorla e quei stessi quali ci riferiscono che per poco non gli furono cacciati gli occhi dalle orbite (smettendo così di girare inutilmente attratti come sempre da gravità poco gravi, fuori uscendo dal cerchio alla testa e creando un effetto contro la cefalea maggiore di ogni aspirante Aspirina). Adesso vi starete chiedendo in che spazio vi trovate, poiché le parole fanno perdere le idee e non è vero il contrario. Ciò che il mio piccolo re cerca dentro di me è un Cigno Nero, l’improbabilità ultima che un evento molto poco o del tutto improbabile accada. L’amore, ad esempio, è un perfetto esempio di Cigno Nero (a parte ovviamente le sveltine). L’amore romantico quando “accade” è quel qualcosa che può avvenire un paio di volte nella vita, ed è dunque un fenomeno poco probabile esattamente come lo sono i Cigni Neri. Ma io credo nei Cigni Neri e ne ho visto qualcuno quindi questi fenomeni altamente improbabili sono in realtà le uniche cose che cambiano noi, il mondo e la storia. Tutto quello che è perfettamente prevedibile non cambia mai nulla, fa restare tutto esattamente vosì com’è. Così come nella storia, anche nella vita di ogni individuo, è il “Cigno Nero” che dà la svolta vera. Non c’è nulla che striscia in maniera matematica, per quanto puoi programmare il tuo futuro, sarà esattamente quell’evento totalmente imprevedibile che decreterà il tuo destino, in maniera positiva o anche in maniera completamente negativa. Quindi non sforzatevi troppo di dare una logica alle vostre giornate, guardatevi intorno, e sappiate che il famoso Cigno Nero potrebbe nascondersi proprio là dove non avete mai pensato di sbirciare una sola volta in vita vostra. E’ lì che nascono le svolte. Nel punto più improbabile in cui guardereste o pensereste di trovarvi.

La teoria del Cigno Nero, o teoria degli eventi del Cigno Nero, è una metafora che incapsula il concetto che l’evento con un forte impatto è una sorpresa per l’osservatore. Una volta accaduto l’evento viene razionalizzato a posteriori.

La teoria è stata sviluppata da Nassim Nicholas Taleb per spiegare:

  1. Il ruolo sproporzionato degli eventi a forte impatto, rari e difficili da prevedere rispetto alle normali aspettative nell’ambito della storia, della scienza, della finanza e della tecnologia
  2. L’impossibilità di calcolare la probabilità di consequenziali rari eventi utilizzando metodi scientifici dovuto alla vera natura di probabilità molto piccole
  3. I pregiudizi psicologici che rendono la gente individualmente e collettivamente cieca rispetto all’incertezza e all’incoscienza dell’importanza del ruolo degli eventi rari a forte impatto nell’andamento della storia

La “teoria del Cigno Nero” si riferisce unicamente a eventi inaspettati di larga magnitudine e al loro conseguente ruolo dominante nella storia. Tali eventi, considerati unici, giocano collettivamente un importante e vasto ruolo contrariamente al normale flusso dei normali eventi.

Parole sparse nei campi per coltivare pensieri


La realtà è solo un prodotto dato dalla mancanza di fantasia. Il reale è ciò che ci appare all’interno di noi stessi. Adesso spesso qualcuno ha desiderio di voler fuggire il reale per appropriarsi delle proprie ali, delle irreali quote da raggiungere volando ad altezze più o meno vertiginose, più o meno pericolose, più o meno voraginose. Chi s’innalza troppo in queste alture rischia una caduta direttamente proporzionale al livello della forza delle proprie ali irreali. Cadere da un altissimo castello in aria è pericolosissimo per la salute. Se sei la principessa cerca di cadere da quel castello creando una treccia di contatto con i tuoi capelli verso il basso, e anche verso il proprio basso ventre per un contatto di carne e pelle con la realtà. Colui che si crede principe dovrà dismettere la coroncina e rischiare il salto nel vuoto verso il basso, completamente nudo, senza nessun indumento che possa coprirlo.  All’uomo piace volare di fantasia, di appollaiarsi sulle peripezie e le peripatetiche, sulle ali della libertà, perché la libertà è l’unico concetto che vola ed è per questo irraggiungibile. La libertà è l’unica parola con le ali (un po’ come gli assorbenti per le donne), ma l’uomo non ne è munito, l’uomo è munito solo di munizioni e spesso spara a salve, a persone che erano già salve dalla morte o a persone che forse stavano solo salutando. Salve. L’uomo dunque non sa cosa sia la libertà perché non è mai riuscita a raggiungerla o ad acchiapparla. Ma quale libertà si potrebbe far prendere? Nessuna, sarebbe un contro senso perché significherebbe che la libertà non è libera neanch’essa. Da ciò verrebbe spontaneo argomentare che la libertà in sé per sé è un concetto vago e che soprattutto vaga, come fanno le nuvole timide e tiepide nei cieli azzurri di primavera senza creare scompiglio al sole. La libertà è però come il sole. Un elemento unico e assoluto, ma perché no, anche assolato, splendente, che brilla di luce propria. Un uomo è libero dunque quando riesce a brillare di luce propria senza vivere riflettendo quella di altri o di altre. E come la felicità anche la libertà non può essere mai costante, ma costa fatica e sacrificio. Ho deciso come conquistare la libertà. Forse basterebbe anche solo ammaliarla o affascinarla, proponendole di uscire con me un giorno e accompagnarmi laddove non costa nulla. Una bazzecola. Te la do io la libertà. Ti accompagno io in un’isola deserta, in un’isola diversa, andiamo in Costa Rica. Io e la libertà che facciamo l’amore su una spiaggia deserta. Due essere mitologici che si riproducono. Cosa nascerà dal rapporto di un uomo che brilla con la propria libertà? Di sicuro una fanciulla dalla rarissima bellezza. Essa verrà chiamata Felicità e sarà la nuova donna del nuovo mondo.