Anja e Lilith


Io ti auguro qualcosa di simile al tramonto che seppur lontano e non cambiando mai agli occhi di chi non coglie i particolari riesce a stupirti sempre perché la luce ha infinite direzioni diverse che colpisco il cuore nei tuoi occhi.

Io mi auguro la tua pelle, fatta di acciaio e perla, scendere sotto la mia bocca.

Dovrei tornare con i piedi per terra, non posso per sempre volare come un angelo cercando raggiungere la dea Anja. La dea dell’ingiustizia e della disobbedienza. La dea che sconfigge gli uomini con lo sguardo e ne prende lo scettro e colei che è allo stesso tempo la più buona di tutte le donne dell’umanità.

Anja che ha tradito anche Eva e Adamo insieme, fuggendo prima di loro, non volendo essere posseduta e sottomessa, Anja vuole solo il piacere e la gioia, ad Anja non interessa la sofferenza stupida umana.

Anja, che volò via quando si accorse che Adamo la voleva possedere per sempre, e che andò via quando vide che Eva voleva possedere Adamo. Anja è la dea libera, la vera libertà perduta colei che avrebbe ucciso il serpente. Colei che ci avrebbe tutti salvati.

Anja è Lilith. Lilith è la reincarnazione della libertà, della diversità e della disobbedienza all’uomo, disobbedirgli per renderlo libero, ma lui non volle la libertà, volle il legame, il legame distruttivo con Eva.

L’antidoto


Tu non sei i tuoi pensieri e né tanto meno i tuoi giudizi. Tu non sei tu, non sei il tuo Ego, non sei il tuo io. Puoi osservare i tuoi pensieri come uno spettatore mentre attraversano il loro flusso come dei fotogrammi. Sei qualcosa di più profondo, semplicemente potresti anche non esistere ed essere soltanto un groviglio di percezioni e sentimenti mescolate tra loro.
La percezione o la sensazione è il settimo senso che ognuno di noi possiede.
Potresti essere la razza umana intera o il niente ma non sei il tuo flusso di pensieri, quel qualcosa che più si avvicina al tuo essere è quella sensazione di distacco e meraviglia che provi guardando uno splendido tramonto (sensazione e distacco comune a tutti gli esseri umani) o qualche altra immensa bellezza naturale. Il pensare “accade” al di fuori di te, è qualcosa di altro da te, lo puoi osservare, sentire da lontano, guardarlo come se fosse un film estraneo a te. Non sei il tuo pensiero.
Non ci può essere un “io” senza che ci sia anche “tutto il resto”. Pensare che si possa essere completamente isolati dal resto del mondo, dall’universo, da ciò che circonda, è completamente privo di senso. Noi non potremmo esistere senza confermare anche l’esistenza di ciò che ruota intorno a noi.
Siamo un tutt’uno, siamo il nostro “io”, noi stessi siamo l’universo intero e allo stesso tempo l’universo intero è noi.
Non potresti mai esistere come entità se non esistessero anche tutti gli oggetti fisici della realtà che sono intorno a noi.
Per ogni esteriore c’è un interiore e per ogni interiore c’è un esteriore e sebbene siano differenti vanno continuamente insieme. I confini tra noi e il resto dell’universo dunque non esistono, sono solo immaginari e vengono creati dalla nostra mente che si vuole adeguare alle leggi e all’etica morale. Nonostante il fatto che “tu” e “ogni altra cosa che esiste” siete intrinsecamente interconnessi non vuol dire necessariamente che esisti.
Esistiamo e non esistiamo allo stesso tempo, è un po’ come la realtà virtuale: finché è acceso il dispositivo abbiamo la realtà virtuale quando lo spegniamo essa non esiste più. Però nessuno può “spegnere” l’universo quindi siamo una costante virtuale-reale.
Il “sé stesso” si può interpretare come una sorta di finzione cinematografica, di recitazione dell’io nel mondo che ci circonda.
Il tempo è solo un’illusione. Non esiste un passato o un futuro viviamo solo un eterno presente ed è quindi inutile preoccuparsi. Viviamo sempre e solo un infinito “adesso” e tutti gli altri “tempi” sono costruzioni mentali che non esistono. Nulla è statico e fermo e tutto cambia in continuazione in questo eterno presente. Il dolore dell’uomo proviene dal fatto che egli fa di tutto pur di fuggire da questo presente, rifugiandosi in un passato o in un futuro che semplicemente non esistono. L’eterno presente è anche un eterno ritorno poiché ogni piccola azione che compiamo, ogni piccolo fatto, verrà ripetuto all’infinito. L’universo è un ciclo pieno di caos e non vi è nulla di cui preoccuparsi, basta mescolarsi col caos e farsi trasportare dal flusso. La primavera ce ne rende partecipi più di ogni altra stagione.

Il Cimitero di Praga


Occorre un nemico per dare al popolo una speranza. Qualcuno ha detto che il patriottismo è l’ultimo rifugio delle canaglie: chi non ha principi morali si avvolge di solito in una bandiera, e i bastardi si richiamano sempre alla purezza della loro razza. l’identità nazionale è l’ultima risorsa dei diseredati. Ora il senso dell’identità si fonda sull’odio, sull’odio per chi non è identico. Bisogna coltivare l’odio come passione civile. Il nemico è l’amico dei popoli. Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria. L’odio è la vera passione primordiale. E’ l’amore che è una situazione anomala. Per questo Cristo è stato ucciso: parlava contro natura. Non si ama qualcuno per tutta la vita, da questa speranza impossibile nascono adulterio, matricidio, tradimento dell’amico… Invece si può odiare qualcuno per tutta la vita. Purché sia sempre là a rinfocolare il nostro odio.  L’odio riscalda il cuore.

Il Cimitero di PragaUmberto Eco

L’odio


L’odio vuol dire desiderare ancora ciò che fu amato.
L’odio è un atto del volere. Quando odiamo in realtà è perché vorremmo quella cosa o quella persona che tanto odiamo.
Perché almeno per una volta l’abbiamo avuta nostra e poi l’abbiamo sentita persa.
E forse quell’odio non è mai neanche rivolto verso la persona che ci ha abbandonati, ma è un odio rivolto verso noi stessi, una rabbia contro di noi perché abbiamo la sensazione che sia stata colpa nostra se quella persona ha preferito lasciarci.
Ma se tu odi, vuol dire che prima hai anche amato intensamente.
L’ideale quando una persona ci lascia è l’indifferenza. Ciò forse vorrebbe dire di essere indifferenti anche a noi stessi? No. Probabilmente potrebbe significare che già siamo pronti per amare altre persone. Dobbiamo saper essere un vuoto ed essere pronti ad accogliere chiunque.