Lardo ai giovani


Bisogna addolcire questa vita amara con dello zucchero nel già troppo amaro caffè del risveglio mattutino, quando la luce del sole che penetra dalle persiane stendendosi sulla mia fronte come una griglia rileva la subitanea inquietudine che mi si presenta già al risveglio. Ma il troppo dolciume cosparso nella vita ci fa ingrassare e ingrossare, divenire larghi di vita e stretti di vedute, la larghezza del culo di una donna è direttamente proporzionale alla piccolezza dei suoi occhi e di quello che è in grado di vedere oltre le apparenze. Ma non è una questione di estetica. E’ la società di oggi che vuole la donna extra-large e l’uomo, chissà perché, sempre più filiforme e malaticcio. E’ la malattia del Capitalismo. L’uomo si svena per mantenere una donna che s’ingrassa col suo sangue. Ma non era di questo che avrei voluto parlare. Sì, la Nutella. Finalmente è stata conquistata dalla donna, un altro diritto inderogabile finalmente acquisito. All’uomo la birra davanti alla TV. Nonostante la decadenza dove ci sta portando la crisi, continuiamo come ebeti a far finta che tutto vada bene, inebriati e inebetiti dei vari oppiacei concessici in dono da chi invece è molto più sveglio di noi. I figli sono l’oppio dei popoli. I social network, le trasmissioni televisive, la stessa internet. L’importante è avere una sedia abbastanza comoda dove poggiare il culo e godersi lo spettacolo. Allucinati allucinanti. Nel frattempo continuiamo a vivere in un paese di merda costruito da Berlusconi (lo ha detto lui dopo venti anni che è in politica, quindi ringraziamolo) e nessuno smuove il proprio culo per liberarsene. E’ meglio restare intontiti, almeno fino a quando non andremo in astinenza e allora forse sì, qualcuno scenderà nelle piazze, ma non perché voglia cambiare questo paese, no, ma per reclamare ad alta voce il diritto agli oppiacei del popolo e a questo punto affermerei di questo gran popolo di merda. Viva l’Italia.

Dei furbi e dei fessi


Capitolo I – Dei furbi e dei fessi

– I cittadini italiani si dividono in due categorie: i furbi e i fessi.

– I furbi non usano mai parole chiare. I fessi qualche volta.

– Non bisogna confondere il furbo con l’intelligente. L’intelligente è spesso un fesso anche lui.

– Il furbo è sempre in un posto che si è meritato non per le sue capacità, ma per la sua abilità a fingere di averle.

– Colui che sa è un fesso. Colui che riesce senza sapere è un furbo.

– I fessi hanno dei principi. I furbi soltanto dei fini.

– Dovere: è quella parola che si trova nelle orazioni solenni dei furbi quando vogliono che i fessi marcino per loro.

– L’Italia va avanti perché ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l’Italia sono i furbi che non fanno nulla, spendono e se la godono.

– L’Italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all’ammirazione di chi se ne serve a suo danno. Il furbo è in alto in Italia non soltanto per la propria furbizia, ma per la reverenza che l’italiano in generale ha della furbizia stessa, alla quale principalmente fa appello per la riscossa e per la vendetta. Nella famiglia, nella scuola, nelle carriere, l’esempio e la dottrina corrente – che non si trova nei libri – insegnano i sistemi della furbizia. La vittima si lamenta della furbizia che l’ha colpita, ma in cuor suo si ripromette di imparare la lezione per un’altra occasione. La diffidenza degli umili che si riscontra in quasi tutta l’Italia, è appunto l’effetto di un secolare dominio dei furbi, contro i quali la corbelleria dei più si è andata corazzando di una corteccia di silenzio e di ottuso sospetto, non sufficiente, però, a porli al riparo delle sempre nuove scaltrezze di quelli.

Giuseppe Prezzolini (1882 – 1982)

Chiudere i tappi


L’ignoranza dilaga e fa acqua da tutte le parti. I fiumi di idiozie straripano, piovono cazzate (e c’è a chi piace), poi le sparano con le pistole adatte quelle ad acqua e nulla ti può ferire più di una cazzata presa in pieno petto una mattina di novembre mentre fuori piove e si crea un lago che si concupisce da solo con la Beata ignoranza che verrà santificata questo prossimo Natale. Ma il problema non è dell’ignorante ma di colui che sa e si accorge che altri sono ricoperti da uno strato indelebile, inamovibile di inchiostro biricchino, simpatico, molto divertente, che riflette qualsivoglia cosa seria. Ci vorrebbe un filo intermentale che ripulisca le incrostazioni delle menti (Bergonzoni docet). E’ vero. Siamo tutti un po’ arrugginiti e perdiamo  acqua dappertutto, la facciamo anche dappertutto. E’ da un po’ che scrivo di liquidi che scorrono e solo adesso ci faccio caso, è che tutto si va perdendo esattamente come l’acqua corrente che da la scossa nel caso la dovessi anche toccare. Corrente a diecimila volt. Scorre proprio veloce ed è elettrizzante. C’è tanta paura in giro, ed oggi abbiamo anche capito chi è davvero l’uomo nero di cui avevamo paura da bambini, Silvio si è finalmente incarnato, un po’ come le unghie, e si è fatto magnaccia e caspita se magna, alla faccia di tutti quelli che lo hanno votato. Bene, ve lo meritate. E’ esattamente come voi. E’ un campione esemplare dell’italiano medio e anche e soprattutto dell’italiano anulare, il dito che coglie la Fede nuziale, in questo caso egli ha sposato il Fede Nazionale. Non dovete vergognarvi nel caso in cui vi piacciano ragazzine minori di 18 anni, è del tutto naturale, non dovete vergognarvi più del fatto che andate circa una volta o due a settimana dalle prostitute perché vostra moglie vi tradisce con altri dieci maschi, magari anche extra-comunitari, è ovvio che voi maschi italiani sposati andiate a rimediare in questo modo, magari portandovi dietro anche una scatola di Viagra, che tanto al profilattico ci penserà la prostituta. Vedete, a lui piacciono le barzellette, come ad ogni italiano, ma chi sa raccontare solo barzellette in ogni suo comunicato, vuol dire che ha esaurito qualsiasi tipo di altro argomento, vuol dire che quella persona ha la testa vuota esattamente come ogni altro italiano che lo ha votato. Esiste poi un confine tra ciò che è lecito e morale e tra ciò che lecito e morale non lo è. Silvio, nella sua perfetta incarnazione dell’uomo nero, che c’è ma non fa male a nessuno ma di cui tutti hanno paura, ha davvero sfiorato quella sottilissima linea di confine che sta tra la volgarità ed è proprio il caso di dirlo, e la monnezza. Che tra l’altro sta sempre lì, questa volta e non ci sarà più nessun miracolo, caro italiano medio (che poi il medio è l’unico dito che sai alzare).
E’ proprio il caso di mettersi i tappi alle orecchie. L’uomo nero si fa sentire la notte mentre tutto scorre. Chiudete i tappi e magari metteteli in gattabuia, Berlusconi è uno di loro.
L’unica cosa che davvero mi auguro è che invecchiando non sarò mai come lui.