Intervista


La mia più grande paura è la solitudine ma è una paura già collaudata in quanto già sono solo. Mi è difficile trovare una donna che mi accetti per quello che sono. Un tipo stralunato che non dorme la notte e preferisce guardare le stelle ad occhi aperti per farsi tanti castelli in aria e il mattino dopo non capire niente.
Vorrei fuggire in un posto come le Bahamas, lontano da questa città piena di merda, di puttane, drogati e politici corrotti che infestano i marciapiedi tutte le notti per insozzarli con i loro piedi da star, almeno lì le impronte le lascerei sulla spiaggia e forse conoscerei anche qualche bellezza locale, qualche stella marina piuttosto che quelle del cielo.
Così magari potrei mostrare anche la parte migliore di me stesso, ah ah ah! Sì, quel mio profilo sinistro, quello dove si vede anche il neo! Sto scherzando. Mostrerei il modo in cui riesco ad essere dolce e buono, il modo come riesco ad amare le donne a differenza di quei brutti bastardi che le maltrattano e le picchiano. Sì, credo che nessuno saprebbe amare come lo farei io. Ma forse è solo una grossa cazzata.
Perché a volte è il mio lato peggiore che prende forma ed è quella parte di me che resta in silenzio di fronte alle ingiustizie, s’irrigidisce e  s’incazza davanti alla sporcizia di questo mondo. Forse il mio lato peggiore è la barriera del silenzio che mi si contrappone al contatto degli altri, benché alcuni dicano anche che il silenzio è d’oro e che senza non si può ascoltare davvero.
Forse è anche per questo che amo tanto le donne, perché loro riescono a vedere cosa c’è oltre gli occhi di un uomo che parla poco, loro possono prenderti l’anima e buttarla via, oppure prendertela per leggerti dentro, infilarci le mani e toglierti il cuore. Ecco, è che a me piace restare senza cuore nel senso che mi piace darlo, in fondo il mio cuore è esattamente come una puttana e batte sui marciapiedi.
Ed è per questo che la cosa che mi da noia di più adesso è aver perso l’occasione di poter amare ed essere amato da una donna davvero speciale, una donna a cui però forse non piacevano molto i film porno… peccato! Ma un giorno forse andranno alla grande, ah ah ah!
C’è questa ingiustizia che mi perseguita e che perseguita il mondo. C’è sempre, e credo sia tutta colpa dell’uomo stesso. Non sopporto l’ingiustizia ed è in questo che l’uomo è così miserabile, non si rende conto del male che si fa da solo, con le proprie stesse mani. Si strangola e soffoca tra le proprie dita.
Vorrei rinchiudermi nella stanza di un Hotel. E’ lì che ho vissuto i miei momenti migliori, ore agognate di passione e amore, di attese. Più lunga si faceva l’attesa e maggiore era la ricompensa che poi potevo ottenere nel poterla guardare negli occhi e accarezzarla. Erano attimi di amore puro. Con la schiuma del suo cappuccino sulle mie labbra, sorridendo insieme durante la colazione a letto la mattina. Momenti magici che non torneranno.
E poi, uscito da lì, di nuovo al mio fottutissimo lavoro, avrei preferito qualcosa di meglio, qualcosa che potesse rendere felice anche lei. Mi piace indagare dentro le persone, chissà, forse mi sarebbe piaciuto fare il medico o lo psichiatra, per riuscire a leggere tutti dentro, come se fossero libri, storie mute da raccontare impostando i sottotitoli.
Ed è per questo che apprezzo l’onestà, la sincerità. E’ ciò che ci rende veri uomini, le bugie, quelle le dicono soltanto i bambini. Se vogliamo essere veri uomini dovremmo essere sempre onesti, soprattutto con noi stessi. Io non so se sono onesto con me, a volte mi sento illegale. Il mio cuore è illegale perché vuole fuggire da questo Stato, il mio cuore è come una puttana.
Diciamo anche da questo stato di cose. Per ritrovarmi con una donna che sappia essere allo stesso tempo sia dolce che sensuale. Una donna deve saper comunicare con il proprio corpo, deve sapersi muovere. I suoi sguardi e il suo modo di camminare fanno di una donna una vera donna. Gli occhi che sanno parlare a quelli muti di un uomo quando s’incrociano gli sguardi vicendevolmente.
E così ritrovarsi in una casetta, magari in collina o vicino al mare, dove un giorno potrei ritrovarmi con tanti bamboccetti che mi ronzano intorno. Ci giocherei con la mia pistola finta, bang bang! Presi!
E’ solo questo che voglio. E per ottenere i propri sogni bisogna svegliarsi.

Non ho tempo da perdere con te


Non ho mai tempo per te. In ogni attimo, minuto e secondo della mia vita non ho mai un’ora per te. Non ci sono mai quando ne hai bisogno. Scompaio esattamente nel momento di ogni tua apparizione e non riesci mai neanche a vedermi allo specchio, almeno per un istante, a fianco a te a riflettere insieme, a pensare un attimo su come conciliare le nostre vite distinte. Distinte ma senza distintivo, divise ma allo stesso tempo così unite che nell’incrociarci, se fossimo di sesso opposto, invece di vite divise ci moltiplicheremmo. Abbiamo la faccia di un pesce che non sa trovare ossigeno all’interno della sua bolla d’acqua. Tu che hai sempre voglia di dirigerti verso l’alto come una bolla di sapone verso i vari castelli in aria ed io che ho voglia di sprofondare al di sotto della terra come una pesante incudine in cui scolpire ogni tuo, ogni mio fardello. Non ho mai tempo neanche di regalarti un bacio ed una carezza, di curare le tue ferite infette, non ho un attimo con tutto questo peso del tempo che mi opprime le tempie e non mi regola lo scandire delle mie dita intrecciate alle tue. Di una sola cosa avremmo necessariamente bisogno, di venirci incontro un giorno e renderci l’uno parte dell’altro. Non puoi la mattina far finta di dormire mentre io vado subito via senza salutare. Sono certo che un giorno ci scontreremo fortemente così come fanno due atomi impazziti e finalmente potremmo ritrovarci. Siamo noi due la mezza mela che ha deciso di scindersi. Ricongiungiamoci te ne prego. Dammi fiato. Abbiamo bisogno di essere una persona sola per essere un’uomo intero. Hai capito vero quello che voglio dire? Non sfuggirmi più la mattina quando ti cerco allo specchio e non ti vedo più. I tuoi maledetti occhi sono dannatamente simili ai miei. La tua bocca è quella che ho sempre desiderato da quando sono nato e l’ho amata per ogni cosa che sapeva pronunciare, sin dai primi vagiti.
Caro me stesso, è ora che ci diamo un appuntamento che ci conduca a nozze per un convivenza con la nostra stessa vita fino a che morte non ci separi. Sposa la mia stessa causa. Alla fine della nostra convivenza non dovrai preoccuparti di nulla. Penserà a tutto il giudice. I miei e i tuoi beni ce li porteremo comunque altrove. Solo insieme, io e me, saremo ricchi.