Il calendario di Sarah Scazzi e la De Filippi


Col nuovo anno andremo tutti in edicola a comprare il calendario di Sarah Scazzi in modo che per 365 giorni di seguito, uno più, uno meno, potremmo masturbarci con le stesse fantasie erotiche del tronista che tutti noi da una vita abbiamo sempre sognato di essere. Finalmente ogni nostro desiderio si sente realizzato, e tu, consumatore di talk-show, di soap-opera, di pornografia, incesto e pedofilia verrai accontentato e glorificato per un anno intero. Tu, sporco italiano di merda che voti Berlusconi e che poi ti scoperesti tutte le minorenni che intravedi ad ogni angolo della tua città, finalmente sai che il mondo è nelle tue mani. Ti senti soddisfatto, l’hai vinta. Cardinale, vescovo o prete alcolizzato e maniaco sessuale che predichi i valori della famiglia. Padre di famiglia che picchi la moglie a sangue almeno una volta al mese tornando a casa ubriaco fradicio, morto di fame, senza un lavoro e che vai a caccia di ragazzine su Facebook.
La vergogna non è sulle copertine, nelle prime pagine dei giornali o nei primi titoli dei telegiornali. La feccia dell’universo è altrove.
Prova adesso a guardarti allo specchio, sì proprio adesso che stai leggendo. Hai capito adesso chi ha ucciso Sarah Scazzi e ha relegato l’Italia a paese del Terzo Mondo? Lo capisci questo, vero?

Chi rifiuta il sogno deve masturbarsi con la realtà. (Ennio Flaiano)

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Il mito dell’Edipo di Sofocle


La storia di Edipo è nota: un pastore trovò un neonato abbandonato e lo portò al re Polibo che lo allevò. Un giorno Edipo, ormai diventato un giovanotto, incontrò su una strada di montagna un carro sul quale viaggiava un nobile sconosciuto. Sorse una discussione. Edipo uccise il nobile. In seguito sposò la regina Giocasta e diventò il re di Tebe. Non immaginava certo che l’uomo che aveva ucciso tra le montagne fosse suo padre e la donna con la quale dormiva fosse sua madre. Intanto il fato perseguitava i suoi sudditi tormentandoli con malattie. Quando Edipo capì di essere lui stesso il colpevole delle loro sofferenze, si cavò gli occhi con degli spilloni, e cieco, partì da Tebe.