The End


Sento l’anima lacerarsi. Sento che non è stata colpa mia, io non ho fatto assolutamente nulla ma tu mi hai dato tutte le pene possibili per qualcosa che non ho mai commesso. Mi ha dato la pena peggiore di tutte: quella di non poterti mai più vedere né sentire. Nessuno mai ha subito tanto. Nessuno mai potrebbe soffrire una pena peggiore. Chissà perché accade che proprio quando tu più ti avvicini poi immediatamente dopo c’è una catastrofe non verificata, vana, inventata. Allora mi torna in mente che forse è il tuo modo di difenderti da me perché non mi appartieni e hai le catene legate ad altri luoghi ed altre persone. Ma la tua bellezza ti rende narcisista ed egocentrica. Ogni uomo vorrebbe averti e tu, così come sei, rifiuti ogni uomo che vorrebbe averti ma accetti le loro attenzioni come regali fatti da un mondo plebeo alla sua regina. Ti chiamai regina per lungo tempo e non fu un caso, perché mi accorsi dei tuoi modi nobili, perché mi accorsi che vivevi in un castello fatto di regole ferree e di un trono dove eri inarrivabile mentre io sono rimasto a lavorare nelle stalle, anche se spesso con la testa sulle nuvole, a fianco alla tua. Adesso cosa ne sarà di me? Sono solo con me stesso, tu non ci sei più, sei voluta andare via e lasciarmi lungo la strada a sanguinare, strisciando con le mie sole forze. Devo rialzarmi e riprendermi il cuore che per troppo tempo mi hai tenuto tra le mani strappandomelo dal petto. Mi hai tolto l’anima perché volevo donartela e ti sei presa tutto il resto e poi hai tolto quel poco che restava di me stesso. Adesso o mi rialzo di nuovo, per l’ennesima volta, oppure muoio.

Per un po’ forse continuerò ad urlare il tuo nome a me stesso, nel cuore. Ma alla fine la ferita si cicatrizzerà.

Ciò che si fa per amore lo si fa sempre al di là del bene e del male.
— Nietzsche,  Al di là del bene e del male

I feel the torn soul. I feel that it was not my fault, I did not do anything, but you have given me all the possible penalties for something I did not commit. It gave me the worst punishment of all: that I can not ever see or hear. No one has ever suffered so much. No one ever could suffer a worse punishment. Who knows why it happens that just when you get closer you then immediately after there is a catastrophe did not occur, vain, invented. Then I remember that maybe it’s the way you defend yourself to me because you do not belong to me and you have the chains linked to other places and other people. But your beauty makes you narcissistic and self-centered. Every man would like to have you, and you, as you are, waste every man who would like to have you but accept their attentions as gifts made by a plebeian world to his queen. I called you Queen for a long time and it was no coincidence, because I became aware of your noble ways, because I saw that you lived in a castle made of strict rules and a throne where you were unreachable while I was left to work in the stables, although often with his head in the clouds, next to yours. Now what will become of me? I am alone with myself, you are not there anymore, you wanted to go away and leave me along the way to bleed, crawling with my own strength. I have to get up and get my heart that for too long have held in my hands strappandomelo chest. I took the soul because I wanted donartela and you took everything else and then you have taken away what little was left of myself. Now or I get up again, for the umpteenth time, or die.

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Stranieri


Mi stavo convincendo sempre di più che lei non mi amasse in nessuno modo, che le fossi diventato addirittura indifferente. La verità è che invece ero io a non sentire più nulla per lei e spostavo questa mio dolore verso lei come se fosse il mio specchio. E’ così che finiscono gli amori: quando inizi a specchiare tutto il tuo dolore verso l’altro pensando che sia l’altro che stia riversando il dolore verso di te.
Non bisogna mai essere lo specchio di nessuno anche perché molti lo dicono, nello specchio compaiono tutti i diavoli che teniamo nascosti all’interno del nostro animo. Fu così che iniziò un periodo di distacco e freddezza. Di delicata indifferenza. Di sottile ma profonda sofferenza. Da amante divenni amico, da amico sono divenuto un perfetto sconosciuto. Adesso siamo due estranei che si scrivono senza sapere più il perché.

Per una manciata di secondi


In una manciata di secondi. Cosa resta di una mancia? Cosa ci resta di un po’ di resto o di un po’ di riposo, dopo una lunga ristorazione in un letto di ristorante con un magone in gola mentre insieme viaggiamo altrove per nuovi incontri. Dunque in questo vagone, si percepiva un vago sentire; il treno sui binari che mi portava al mare. Cosa resta poi del giorno, quando si spende il tempo? Cosa resta del sole, quando si spegne la luce? Cosa resta di te quando vai via, cosa resta in me? Le tue ombre, il tuo profilo che delinea sul mio volto scuro, i miei occhi dentro i tuoi che dichiarano sconfitta come in una battaglia navale, ecco che ci affogano dentro. Hai vinto. E mi sono sentito bistrattato. Trattato due volte alla stessa maniera, nella stessa modalità di pochi spiccioli lanciati sul vassoio di un cameriere. 40 euro e uno scontrino. Ma quale scontrino. Il nostro è stato proprio un grande incontro anche se durato poco. E ancora per poco potrò farti vedere le stelle se riuscirò a tirarti riflessi di luna sulla tua testolina bionda da dove scenderanno alieni i tuoi capelli di fata. Sto divagando? Sto cercando solo di nuotare per raggiungere il suolo del tuo pianeta, adesso che sei ancora distante dovrò pur trovare un modo per attraccare e riuscire a fare colpo, un colpo alla banca dove custodisci il cuore. Ho detto cuore? Là dove custodisci i tuoi tesori, lì nel letto quando ti spogli delle tue spoglie, quando ti sfogli, ti togli le ragnatele e le foglie d’autunno e brilli come la sabbia sotto il sole d’estate. Sembri irraggiungibile come una chiamata al tuo cellulare. “Ti amo” al cellulare, ma il cellulare è irraggiungibile. Non chiamarla amicizia, sono incontri del destino. Forse è un illusione che non possa avere una storia con te ed anche una geografia della tua pelle, una matematica delle emozioni e una biologia dei tuoi baci. Ripassiamoci insieme, diamoci questa possibilità di promuoverci al primo anno di affinità di coppia elettiva. Al primo anno in cui forse potremmo vivere insieme, morendo di scopate e morendo disperati.
Ascoltami. No, non farlo. Resta un attimo ancora irraggiungibile e quando ci saremo di nuovo incontrati resta per sempre qui con me a riposare. Tutto il resto del mondo per me sarà una mancia perché tu sarai il mio tesoro. Sono riuscito a rubarti un bacio? Ti ruberò intera.