A volte odio delle cose


A volte odo delle cose. Poi più niente.

Avevo un nome. Era Jimmy. La gente mi chiamava Jimmy. Era il mio nome.

A volte odo delle cose. Poi più niente.

Quando tutto è silenzio, sento il mio cuore.

Quando quei terribili rumori giungono, io non sento niente. Non sento, non respiro, sono cieco.

Poi tutto tace. Sento il battito di un cuore. Magari non è il mio cuore. Magari è il cuore di qualcun altro. Cosa sono io?

A volte sbatte una porta, sento delle voci, poi più niente.

Tutto si ferma. Si ferma tutto.

Tutto si chiude. Si chiude completamente.

Si chiude. Si chiude tutto. Si chiude completamente.

Non vedo più niente, mai più niente. Siedo e succhio il buio.

È quello che ho. Ho il buio in bocca e lo succhio. È tutto quello che ho.

È mio. Mi appartiene. Lo succhio.

H. Pinter

Annunci

Lorena come un fiume


Lorena correva con la testa dritta e le mani tese in basso,

io dissi a lei di darmi una mano

Lorena mi dette una mano da tenere per mano

Un passo, due, quattro, camminavamo insieme sulla strada

Con le mani in mano, piuttosto che mano nella mano,

Volevo percorrerle i fianchi con le braccia mie

Lorena che correva più veloce

Su una strada così deturpata,  lei così precoce

Avrei voluto metterle un orecchio sulla pancia

Ascoltare che più sopra era viva

E Lorena correva e inciampava, Lorena andava e non tornava

La tenevo per mano, ma il braccio mi strappava

La pelle si spezzava mentre Lorena si buttava via

Rimase sull’erba a lungo da poterla osservare

Entrare nei suoi occhi chiusi per scoprire i sogni suoi

Di quand’era ancora viva e camminavamo mano nella mano

Lorena era andata via, mi era sfuggita di mano

Cercavo i desideri suoi che aveva sparso su quell’erba

C’era di tutto su quel prato che brillava

La sua bocca semi aperta, le labbra ancora così calde

Lorena era andata via

E mai più sarebbe tornata mia.

Con un po’ di fiato corto le dissi addio.

La sua bocca era ancora calda e rossa.

Lorena era trascorsa come un fiume,

lungo il mondo la sua vita.