I nervi a fior di pelle


I nervi sono quelle cose che si possono tendere all’infinito. Una volta rilasciati creano di nuovo il Big Bang e cioé o un gran male di testa o se sei sfortunato un buco nero (colpo di pistola).

Sono famose poi le vette innervate: le cime tempestose di rabbia. Per non parlare poi di quelle di rapa.

Parole riprese al volo


Per non parlare di quando si colgono le parole al volo prendendole per le ali per non farle fuggire via e porle come radici in un campo di pensieri a fior fior di parole.
Le ali della libertà, la parola è libertà.
E in quel campo si raccolgono poi i prodotti delle parole,
fiori illuminati d’intenso stupore.
Parola accoglimi con te, tu sei la mia unica amica.
Una parola amica che si poggia sulle tue spalle al momento del bisogno,
parole sussurate nel sonno,
le parole che ti riempiono le notti, ti cullano,
ti pervadono quando appena accennate al tuo orecchio.
Un cenno, un gesto d’amore le parole quando servono al cuore
saranno parole senza rancore per ore e ore.

Parole al volo


Io le rubo di bocca per prendermi baci
uso quelle taglienti per fendere le foglie nel silenzioso pensarti
rompo il silenzio facendo breccia
irrompendo tra le tue braccia
le raccolgo in riva al mare dimenticate dalla spuma
le parole che non ricordi sono quelle che uccidono
ti danno e ti tolgono la vita le parole soffiate al cuore
dove hai un buco profondo, un vuoto da colmare
di parole immense e dolci
docili parole, dodici esclamazioni
di piacere, gioia, stupore
io uso le parole e le rimetto a riposo
le faccio lievitare e levitare
perché alcune sono proprio da evitare
e allora ti sfioro con lo sguardo
che a volte è quello che dice proprio tutto
e nasconde ogni rumore frainteso
intense, intense parole.

Le ragazze sono come mele sugli alberi


Le ragazze sono come le mele sugli alberi.

Le migliori sono sulla cima dell’albero.

Gli uomini non vogliono arrivare alle migliori, perché

hanno paura di cadere e ferirsi.

In cambio, prendono le mele marce che sono cadute

a terra, e che, pur non essendo così buone,

sono facili da raggiungere.

Perciò le mele che stanno sulla cima dell’albero, pensano

che qualcosa non vada in loro, mentre in realtà

“Esse sono grandiose”. Semplicemente devono essere

pazienti e aspettare che l’uomo giusto arrivi, colui che sia

cosi coraggioso da arrampicarsi fino alla cima

dell’albero per esse.

Non dobbiamo cadere per essere raggiunte, chi avrà

bisogno di noi e ci ama farà

di tutto per raggiungerci.

La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per

essere calpestata, né dalla testa per essere superiore.

Ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere

protetta e accanto al cuore per essere amata.


Il mondo è una curva a campana. Molti di noi rientrano in una deviazione normale, ma ci sono casi fuori dalla norma e se crediamo nell’esistenza dell’imbecillità estrema, e ho il sospetto che sia così, dobbiamo anche accettare l’esistenza dell’estremo opposto.
Vuoi che l’esistenza sia un sintomo perchè allora saremo degli stronzi, così tu non dovrai neanche provare a essere gentile.

– Voglio sapere che cosa provi per me.
– Tu vivi nell’illusione di poter rimediare a tutto ciò che non è perfetto. Per questo hai sposato un uomo che stava morendo di cancro.
Tu non ami, hai bisogno di dare. E adesso che tuo marito è morto, stai cercando un altro caso disperato. Perciò sei uscita con me: io ho il doppio della tua età, non sono bello, né affascinante, e neanche gentile. Ma sono quello di cui hai bisogno: merce avariata.

Dr. Gregory House

Le befane sono sempre più belle


Sotto questo manto di gelo io penso che non di gelosia sia da trattarsi questo freddo che mi intorpidisce e culla e m’inasprisce la pena di una lontana distanza di cui non ci crucciamo più ma peggio facciamo finta che non vi sia, che non esista spazio, stelle, vuoti da riempire.

Qui nel gelo ci chiudiamo nel nostro sacco a velo, dolce e aspro, per provare a veleggiare oltre, verso un caldo stelo, un fiore a primavera, quel fiore che nasce e si sveglia lì sull’isola ogni dì, l’isola che c’è e l’isola che rende solo. Lì quel fiore non si cruccia, preferisce primeggiare con se stesso, che vi sia buio, luce o nebbia.

Forse è la mia esistenza che è appannata, io che non sono quercia né sandalo dallo zoccolo duro, ritraggo troppo i piedini da terra e nel letto mi raggomitolo come un bambino spaurito ma desideroso di sognare ancora. Sempre.

Lo Sprezzo del Pericolo


Mi manca la stima nei miei confronti, ché a confrontarsi con se stessi si perde sempre. C’è qualcuno dentro noi stessi che vuole sempre troppo o perlomeno qualcosa in più, la vita non ci basta mai per com’è fatta, eppure dovremmo pensare di avercela fatta, o di avere la giusta faccia al momento sbagliato, perché un sorriso può cambiare all’improvviso una qualsiasi situazione apparentemente difficile, cheppoi la difficoltà sarebbe nell’appartenente difficile e cioé nella nostra stessa medesima situazione, ciò che ci appartiene a volte ci può uccidere o farci sentire posseduti piuttosto che liberi pensatori di una grandezza ulteriore da raggiungere, come la cima del successo, non ci sentiamo mai all’altezza giusta, bisogna sempre crescere in lungo e in largo senza ingrassare e soprattutto nel tempo. La stima forse è sopravvalutata proprio quando va a finire sotto le scarpe, pestiamola magari porta solo fortuna. Sento lei che dice di amare, amare, amare e che d’estate si è sempre e comunque più solari. Le stagioni, il clima, i tempi ci contagiano, tutto può essere malattia, tutto può essere sano, soprattutto il pesce ed io che vi nacqui sotto al segno dovrei sentirmi perlomeno un po’ pestato ma non appestato, un po’ a pezzi è vero, oggi sono un po’ rappezzato e raccapezzo poco o nulla. La vita costa tantissimo, quant’è il prezzo di una vita? C’è una vita sempre più cara da una parte e una sempre meno apprezzata da un’altra, appunto, una vita coi saldi di fine stagione, una vita meno apprezzata. Forse questa retrocessione darà più valore ai valori, ma meglio non prendere tutto per oro colato da chissà dove.