I tre fondamentali


I tre fondamentali sono:

  1. Costruzione di uno stile di vita attraente e appagante
  2. Superare tutte le ansie che ci sono riguardo il mondo femminile
  3. Padroneggiare l’espressione delle proprie emozioni e comunicare fluidamente con gli altri.

Si può far riferimento a questi tre fondamentali anche come: Vivere Onestamente, Agire Onestamente e Comunicare Onestamente.

Se non stai vivendo in maniera onesta la tua vita molto probabilmente hai compromesso la tua vera identità solo per rientrare in ciò che gli altri hanno deciso per te e molto probabilmente in questo caso hai rinunciato a quello che ti rende felice in questo stesso momento solo per rientrare nei valori o nei ruoli (da ruolo, recitare un ruolo, far finta) che le altre persone hanno deciso per te (avere un buon lavoro ma che odi, avere una bella casa/macchina ma che non ti serve, agire in politica senza raggiungere traguardi). Questo sta a dimostrare che hai agito con una mancanza di vulnerabilità, intesa come forza espressiva delle proprie emozioni e dei desideri reali e profondi che sono tuoi iniziando a desiderare quello che in maniera conformista desiderano tutti gli altri dimenticando ciò che VUOI TU. In questo modo hai perso la tua identità che ti porterà inevitabilmente alla depressione più profonda. Se vedi una bellissima donna e hai desiderio di conoscerla ma non fai assolutamente nulla per incontrarla stai mentendo a te stesso, questo si chiama Agire in maniera Onesta con i propri Desideri. Se menti a te stesso soffrirai e di conseguenza mentirai anche a quella donna e verrai visto come un uomo bisognoso e impacciato e proprio per questo verrai rifiutato. Se non ti allinei con i tuoi PROPRI desideri verrai sempre rifiutato da quello che desideri perché apparirai finto e incongruente con il tuo linguaggio corporeo.

Autostima



Ma cos’è l’autostima?
Nel senso comune spesso si crede erroneamente che le persone che hanno una buona autostima siano quelle che si mostrano forti, molto competenti e/o con tante abilità. In questo modo più ci si sente bravi e competenti a fare una cosa, più l’autostima dovrebbe rafforzarsi.
Non è così!
Difatti, a rafforzarsi sarà il senso di autoefficacia, non l’autostima!
Spesso tra questi due termini si fa molta confusione e anzi vengono considerati intercambiabili.
In realtà sono due concetti molto diversi.
Per senso di autoefficacia s’intende la convinzione delle proprie capacità di organizzare e realizzare le azioni necessarie per gestire adeguatamente le situazioni che s’incontreranno in un particolare contesto, in modo da raggiungere gli obiettivi prefissati.
Di conseguenza l’autoefficacia dipende dalla percezione di efficacia delle azioni che compiamo.
Dipende da quanto ci sentiamo competenti e abili in ciò che facciamo.
Quindi dipende dal fare, dalle azioni.
Invece l’autostima è la capacità di essere trasparenti, perspicui, di non identificarsi né con le proprie convinzioni, né con ciò che le altre persone dicono di noi.
È la capacità di mettersi da parte e di sentirsi liberi, indipendenti e autonomi nei confronti dell’approvazione altrui.
Quindi dipende dall’essere.
Chi fa dipendere la propria autostima dalle proprie azioni, non potrà mai avere una buona autostima.
Pensaci bene.
Se facessimo dipendere la nostra autostima dalle abilità e competenze acquisite, ogni passo falso, ogni errore, sarebbe in grado di sgretolarla.
Invece il raggiungimento dell’autostima consente di non porre mai in discussione la propria identità personale.
È indipendente dalle situazioni, dalle opinioni degli altri, dagli obiettivi raggiunti, dalle capacità e abilità acquisite.
L’autostima nasce dalla consapevolezza di essere persone uniche, irripetibili (proprio come le impronte digitali) e quindi speciali.
Nasce dall’essere e non dal fare.
Purtroppo la società e la cultura entro cui viviamo, ancora una volta (e ahimè!), non aiutano certo il raggiungimento dell’autostima. 

Il maestro arriva quando sei già pronto


Gli orientali dicono che quando lo studente è pronto solo allora incontra il vero maestro, è il maestro che va da lui. Cosa fai quando il maestro sei stato te stesso per tutta la vita e un giorno ti guardi allo specchio? Incontri te stesso e il tuo maestro, diventi duale, diventi il doppio di te stesso, te stesso alla seconda, e allora puoi insegnare a chiunque. E’ quando un uomo si fa completamente da solo, sono pochi quelli che ci riescono, bisogna superare tantissime sofferenze per riuscire a diventare i maestri di se stessi. Si chiama padronanza.
La necessità di avere attenzione da parte degli altri è il male, fino a quando avrai bisogno di dover attirare l’attenzione degli altri (che tra l’altro molto probabilmente stai anche odiando) non l’avrai mai. E’ la stasi che ti rende desiderabile. Fermo e immobile sul tuo trono, quando hai raggiunto la piena autosufficienza e non chiedi mai niente, è in quel momento che gli altri iniziano a cercarti. Quando non sei più bisognoso sono gli altri a regalarti se stessi. Il Papa ha tutto, il Presidente ha tutto, tutti vogliono vedere il Papa e il Presidente e questi non chiedono mai niente, non fanno pubblicità e non devono vendere biglietti. Non è solo una questione di potere, ma di semplice indipendenza e autosufficienza. Finché dovrai fingere di avere quello che non hai e di essere quello che non sei, i tuoi movimenti ti tradiranno. Nessuno ti vorrà e nessuno ti cercherà.
Quando lo studente è pronto il suo maestro si presenta a lui. Potrai sentirti completo solo quando non dovrai più supplicare per il bisogno che gli altri vengano a te. I bisognosi non crescono se non gli viene dato loro un terreno da coltivare da soli.
Non avrai bisogno di madre né di padre, né di una moglie. Quest’ultima verrà a te, ne verranno molte.