La speciazione


Di tanto in tanto si verifica, in ogni civiltà, un fenomeno evolutivo chiamato “speciazione culturale”. È il formarsi di un nuovo tipo di individui, più audaci, più esigenti, più energici, che superano la propria epoca e creano prospettive eccezionali. Sono state speciazioni l’arca di Noè e la fuga di Mosè dall’Egitto, la grande migrazione verso l’America ai primi del Novecento e la nascita di una nuova classe di miliardari nella Russia post-sovietica. In ciascuno di questi casi si riconoscono le stesse dinamiche, affascinanti e drammatiche. Prima fra tutte: la rapidità. La speciazione culturale è improvvisa: può avvenire nell’arco di una o due generazioni. È una via che d’un tratto si apre, per opera di un individuo o per un processo collettivo, e con altrettanta rapidità si richiude. Chi riesce ad entrarvi cambia per sempre il proprio destino. Gli altri rimangono indietro, irrimediabilmente fermi, inchiodati alla vita di sempre. Anche oggi questo fenomeno è in corso. Si tratta di vederlo, di capirlo e di coglierne i vantaggi. Di decifrare i tratti caratteristici degli appartenenti alla “nuova specie” e di avere il coraggio di farne parte, prima che si dissolvano le condizioni favorevoli al cambiamento.

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Abitami, penetrami.

Il tuo sangue sia uno col mio sangue.

La tua bocca entri nella mia bocca.

Il tuo cuore ingrandisca il mio fino a scoppiare.

Straziami.

Cadi intera nelle mie viscere.

Vadano le tue mani nelle mie mani.

I tuoi piedi camminino nei miei piedi, i tuoi piedi.

Divampami, bruciami.

Còlmami di dolcezza.

Bagnami il palato con la tua saliva.

Stai in me come il legno sta allo stecchino.

Che non posso così, con questa sete bruciandomi.

Con questa sete bruciandomi.

La solitudine, i suoi corvi, i suoi cani, i suoi brandelli.

Juan Gelman

MATERialismo


Sai cosa vuol dire materialismo?

Che appartiene alla Madre e si contrappone a paternalismo. Quindi la voce della madre è la stessa realtà della natura poiché non c’è nulla nella natura che non sia materiale.

Ciò che appartiene alla madre è dunque buono esattamente come ciò che appartiene allo spirito che viene chiamato spiritualismo.

Vi hanno fatto credere ché ciò ché è mater (quindi anche femminile) è anche di conseguenza negativo poiché tutto quello che proviene dalla donna è peccaminoso, debole e infantile.
Adesso il mondo sta cambiando e quegli uomini che non sanno accettare di appartenere anche alla madre, oltre che al padre, restano i più bisognosi e afflitti e spesso restano anche soli. Se non accetti anche la tua origine da una madre non accetterai le donne e rimarrai povero.

Senza la materia muore il corpo e lo spirito e spesso la mente inizia ad avere bisogno di cure. Siamo esseri duali, non possiamo vivere senza la nostra contro parte femminile.

Talismani contro gli idioti


Quando sei circondato dai pensieri malefici della gente (da “maledico”, “male-dicere” dire male) l’attività di resilienza non basta. Ci vuole l’anti-fragilità. Ma l’anti-fragilità che richieda un’elasticità del cambiamento di abitudini, spazio e tempo.
Soprattutto di spazio e di abitudine.
Poiché biologicamente parlando, per umana natura il tempo è inalterabile, ma puoi cambiare le altre due dimensioni. Puoi muoverti e andare via, di conseguenza si modificherà lo spazio e l’abitudine.
L’unico modo per annullare gli effetti della gente scema è lasciarla indietro nel loro spazio povero e miserabile e incontrarne altra così come si fa con gli oggetti scaduti.
Se loro non arrivano alla tua intelligenza è inutile che provi ad abbassarti alla loro stupidità: vincono loro con l’argomento di 1+1 = 32 alla quarta.
Quindi ricordati, quando scopri che tutto il male che ricevi non è creato da te ma dal male dire degli altri (il giudizio e la critica gratuita) l’unica opzione è scappare in un altro spazio. Il talismano in questo caso è lo spazio. Gli altri pianeti le nuove forme di vita che incontrerai.

Circondato


La notte sono uscito in cerca di pace tra i pochi lampioni restanti nel casato, tra gli alberi ricoperti di muffa per via dell’eccessiva umidità che ormai da anni ricopriva la collina e tra i vari versi quasi inudibili dei pipistrelli che svolazzavano come impazziti tra i raggi di poca luce filtrati dal cielo della luna e da quella nelle strade. Radar impazziti, aerei che vanno a sbattere ovunque. Ma abituato ormai alle strade vuote e alla compagnia solo di queste creature e di poveri gatti randagi miagolanti e sofferenti anch’essi mi sono diretto vicino la piazza della Chiesa per cercare un po’ di pace nella sordità assoluta della cittadina ormai perduta per sempre di Nannitaria. Arrivato al cancello d’entrata della piazza come in uno affiato di malessere mi sono buttato in ginocchio davanti al portone che conduceva alla cappella e ho avuto un grosso affanno che mi prendeva il cuore. Mi sono portato una mano al petto e mi sono rialzato con fatica. Ero completamente solo eppure avevo come la sensazione di essere circondato da fantasmi maligni che volevano la mia morte, che giudicavano i miei pensieri, che cercavano il punto debole per potermi infliggere il colpo finale. Tornai subito a casa con il terrore nell’anima e mi misi a scrivere senza perdere un attimo sul mio diario. L’unica spiegazione che seppi dare è che quelle presenze erano i pensieri dei pochi abitanti rimasti, giudicanti e mortificatori. La gente del paese vuole vedere morti tutti gli altri, meno ne restano , più ne vedono impazzire e più godono. Molti muoiono prima di morire. Molti sono già morti e vagano sperduti senza più l’anima rapita dalla gente che odia e giudica. Un unico modo mi resta per non morire anch’io prima del tempo ed è la fuga. Lo ripeterò finché non troverò un modo. Uno strepitio avvertii più tardi mentre cercavo di coricarmi. Senti uno strano rumore dietro la finestra, mi alzai per controllare: c’era un pipistrello annaspante che aveva una forma macabra e oscena, ricordava il copro di un uomo con le ali. La bava alla bocca e gli occhi iniettati di sangue. L’epidemia si stava allargando rapidamente.

Le lacrime sono gocce che si diluiscono in una pozione per fermare il tempo


Dopo l’agguato ho deciso di dileguarmi. Non riesco più a prendere il futuro da questo presente dopo essere stato ferito a morte dalle persone che pensavo più care. Quando le persone ti imprigionano nel loro passato non sei più un individuo solo ma diventi loro, diventi i pensieri della gente. Sono dovuto fuggire e mi inseguono ancora con la loro mediocrità e bassezza. Le persone sono molto meno intelligenti in gruppo che presi individualmente. È anche per questo che abbiamo avuto leader come Hitler e Mussolini. La singola persona non li avrebbe mai voluti. È difficile scappare dalla prigione di Nannitaria ma non impossibile. Se solo riuscissi a far innamorare Ania. Ania mi darebbe la volontà di fuggire attraverso spazio e tempo ed il futuro lo troverei in un attimo. Il futuro è unirsi in due per creare un’eternità. Ma Ania è anche lei in costante fuga, non riesco a fermarla. Solo uno sguardo la può condurre a me, lo sguardo lento di due amanti che incrociando la luce degli occhi fermano tempo e spazio. È li che si produce l’eternità, in quell’attimo.
L’ho incontrata questa mattina en passant, un saluto veloce ed è scappata.
Sognerò la sua bocca rossa come il tramonto più infuocato e i suoi capelli chiari come il grano nei campi assolati.
Il segreto è accarezzarla attraverso lo spazio che ci divide e trasformare le sue immagini in forme e le forme poi in realtà. La incontrerò nel campo di grano come i suoi capelli al tramonto come i suoi occhi. E’ così che accadono le magie, bisogna solo che adesso prepari la pozione per far sì di poterla invitare. Potrebbe essere una serie di numeri magici o un invito più formale per fare colazione insieme. Il sentiero che dirama da qui al suo cuore è come un albero che cresce e come le radici che lo fanno crescere. Diramare vuol dire espandersi in ogni direzione esattamente come fa il cuore quando batte e pulsa, il cuore è un albero che si espande quando si ama. La mia vita si è estesa quando l’ho poi incontrata, si è seduta sullo sgabello alto con le calze bianche di nylon e la gonna corta e nera.