Emily Bronte


Io sono l’unica il cui destino
lingua non indaga, occhio non piange;
non ho mai causato un cupo pensiero,
né un sorriso di gioia, da quando sono nata.

Tra piaceri segreti e lacrime segrete,
questa mutevole vita mi è sfuggita,
dopo diciott’anni ancora così solitaria
come nel giorno della mia nascita.

E vi furono tempi che non posso nascondere,
tempi in cui tutto ciò era terribile,
quando la mia triste anima perse il suo orgoglio
e desiderò qualcuno che l’amasse.

Ma ciò apparteneva ai primi ardori
di sentimenti poi repressi dal dolore;
e sono morti da così lungo tempo
che stento a credere siano mai esistiti.

Prima si dissolse la speranza giovanile,
poi svanì l’arcobaleno della fantasia;
infine l’esperienza mi insegnò che mai
crebbe in un cuore mortale la verità.

Era già amaro pensare che l’umanità
fosse insincera, sterile, servile;
ma peggio fu fidarmi della mia mente
e trovarvi la stessa corruzione.


E che cos’è la dolcezza perduta se non un bacio sfiorato o sognato per una donna lontana o mai posseduta, per una fanciulla in fiore e quindi ricca di polline e profumo ma impossibile da raccogliere e portare all’occhiello, di uno sguardo di sbieco dritto nei tuoi occhi e dimenticato lungo un corridoio di un treno che passa di notte tra le luci che riflettono un cuore disegnato su un finestrino appannato, cos’è la dolcezza perduta se non un attimo d’amore inseguito e sfuggito in un secondo nel passato? Cos’è, cos’è questo battere che ci fa vivere le tempeste della vita?

Castelli in aria


Castello di carte
Castello di carte

Da: IoGuido

Amo fare castelli  di carte in aria. Posso assicurarvi che non è facile. Ho visto le migliori generazioni di progettisti sciogliersi come cera al sole di fronte al rifiuto di un’ abitabilità dopo lo spostamento di qulache carta da parata perimetrale. Inutile alzare la voce, non c’è volume. Ho visto le migliori generazioni di cartomanti fare carte false, prendersi gioco di fanti e santi, alzare con la mano sinistra la posta in gioco e mai recapitata pur di promuoversi alla classe superiore. Se è scala 40, sarà omologata. Ho visto veri falsari attribuirsi attributi maschili, attribuirsi tributi romani e barbuti padani pur di poter dire la loro sul gioco villano del vicino di mano. Carta canta, inutile cercare di dormire. Inutile cercare la rivincita sulla sorte, una volta tirata. Inutile barare col morto a ventuno (3 sette). Ogni carta è diversa, può prendersi gioco di voi se non la sapete giocare seriamente. Scartatevi prima d’iniziare. Ogni carta è diversa truccata. Il tre di fiori va bene per fare il giardino, il sei di quadri se volete un castello monolocale, il donna di cuori sulla torre, l’alfiere bianco davanti al ponte levatoio, l’asso piantato al centro dell’attenzione. Se vi han dato un due di picche fate buon gioco a trivial. Se avete una mano di fiori, piantateli. Prima o poi le fioriere fioriranno. Usate carte napoletane per i bassi, bergamaschie per donne moderne, piacentine se volete farvi ben volere. Ricordate che carta più alta con i tacchi. Fate il vostro gioco senza incartarvi, senza farvi rubare il mazzetto di fiori, senza correre ai ripari quando non sono rotti. Prendete una carta, guardatela, fatela vedere a chi vi sta vicino, rimettetela nel mazzo, mescolate solo con la destra, guardatemi negli occhi, abbassate gli occhi…è l’asso di fiori? No? avete sbagliato a prendere la carta. Ritentate, tarocchi!


Arianna Vanini

The Weight of the World – Editors


The Weight Of The World – Editors

Keep a light on those you love
They will be there when you die
Baby there’s no need to fear
Baby there’s no need to cry
Every little piece in your life
Will add up to one
Every little piece in your life
Will it mean something to someone?
You fuse my broken bones
Back together and then
Lift the weight of the world
From my shoulders again
Every little piece in your life
Will add up to one
Every little piece in your life
Will it mean something to someone?
Every little piece in your life
Will add up to one
Every little piece of your life
Will mean something to someone
You touch my face god whispers in my ears
In my..
There are tears in my eyes
Love replaces fear
You touch my face
god whispers in my ears
In my year (ear)..
There are tears in my eyes
Love replaces fear
Fear
Every little piece in your life
Will add up to one
Every little piece in your life
Will mean something to someone
Every little piece in your life
Will add up to one
Every little piece of your life
Will mean something to someone

Ormeggiati alle nostre orme


Il cuore quando si arena non s’arrende mai del tutto sull’infranta spiaggia,
così come il sole che mi cala sulla frangia e colpisce la fronte
bussando a questa piccola foglia sparsa al vento,
io piccola fronda che si concede un attimo d’incespicamento
tra le ciglia e gli occhi miei,
come s’accoglie la pagliuzza nell’iride quando c’è nebbia,
la cerchiamo per vedere meno,
per venire meno al nostro senso di visione reale,
ci impellicciamo in questo nostro visone,
pelliccia di sicurezza, riparo dal freddo e dall’inganno
che al gelo ci brucia la gola in fiamme,
al gelo ci brucia la gola in fiamme.
Dobbiamo farne un’altra canzone dove non s’incanta,
non s’incanna e non si fumano nuvolette d’incenso incerto verso il cielo,
incerto incenso di cenere che si libra leggiadro,
in alto, in alto e noi come ballerine padrone dell’aria
ci muoviamo danzando, commuovendo la platea
rendendoci immensi in questi poveri mesi,
in mesi di penuria, in mesi che andando via ci costruiscono ogni anno.
Immane è il nostro desiderio di suggerire al cuore,
suggerire, soffiarci dentro per capire,
comprendere, cos’è st’ardore cos’è st’ardore
se non altro sparso dolore,
attimi di panico che ricondurrano a attimi di pane, bontà, gioia.
Siamo impanati, ricoperti di una glassa nostalgica,
siamo così su queste strade, impantanati.
Le nostre orme.