Non la farai franca, Jack


Ti abbandonerò come tu hai abbandonato me, ti abbandonerò come tutti mi hanno abbandonato. Ti lascerò marcire solo nella tua esecrabile vita da strapazzo, strisciando sui marciapiedi mentre urli per una goccia di alcol che possa placare il tuo spirito.
Jack, non puoi continuare a risplendere con quel profilo arancione da ubriaco tutte le notti, devi smetterla di fare il codardo ed uscire solo nelle tarde nottate di inverno per spaventare a morte i passanti, Jack devi smetterla di fare lo stalker te ne supplico, lo stalker brillante dicono.
Ah ah ah ah ! Sembri il Mostro di Colapignito Jack, guardati, guardati a cosa ti sei ridotto! Se continui così dovrò sbatterti fuori da questa città Jack, tu e le tue stupide ossessioni del cazzo con le tue psicosi e l’invidia nei confronti di tutti gli altri nessuno escluso, non puoi vendicarti in questo modo assurdo.
Travestirsi da zucca per poi infilarsi a mezzanotte nelle case di persone sconosciute con un carico di esplosivo Jack. Non puoi esplodere tutte le sere Jack e lasciare quelle chiazze arancioni dappertutto. Non puoi fare altre vittime Jack. Jack smettila di fare lo zuccone!
E’ stato un attimo. Il giorno dopo hanno trovato dei fagioli sparsi intorno al luogo dell’incidente. Sette morti e 17 feriti. Jack è proprio uno scoppiato. Adesso non c’è più, dobbiamo trovare un’altro zuccone che si faccia saltare in aria.


Greta Rosso è davvero una scrittrice che sa cogliere i particolari come nessuno. L’ho sempre ammirata e vi propongo una delle sue tantissime e bellissime semi-poesie. Sono molto di più di poesie, raccontano la vita in brevi versi.

greta rosso

e ora
a quale voce ti affidi?

a quali centrali idroelettriche
chiedi luce?

dove trovi
l’utilizzo del tempo
al di fuori della tua gabbia?

su quali mezzi viaggi
ora che tutto è fermo?

chi traduce i tuoi caratteri incolmabili
sono io

io che do voce
senza permesso
né mandato.

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Anja e Lilith


Io ti auguro qualcosa di simile al tramonto che seppur lontano e non cambiando mai agli occhi di chi non coglie i particolari riesce a stupirti sempre perché la luce ha infinite direzioni diverse che colpisco il cuore nei tuoi occhi.

Io mi auguro la tua pelle, fatta di acciaio e perla, scendere sotto la mia bocca.

Dovrei tornare con i piedi per terra, non posso per sempre volare come un angelo cercando raggiungere la dea Anja. La dea dell’ingiustizia e della disobbedienza. La dea che sconfigge gli uomini con lo sguardo e ne prende lo scettro e colei che è allo stesso tempo la più buona di tutte le donne dell’umanità.

Anja che ha tradito anche Eva e Adamo insieme, fuggendo prima di loro, non volendo essere posseduta e sottomessa, Anja vuole solo il piacere e la gioia, ad Anja non interessa la sofferenza stupida umana.

Anja, che volò via quando si accorse che Adamo la voleva possedere per sempre, e che andò via quando vide che Eva voleva possedere Adamo. Anja è la dea libera, la vera libertà perduta colei che avrebbe ucciso il serpente. Colei che ci avrebbe tutti salvati.

Anja è Lilith. Lilith è la reincarnazione della libertà, della diversità e della disobbedienza all’uomo, disobbedirgli per renderlo libero, ma lui non volle la libertà, volle il legame, il legame distruttivo con Eva.

A sangue freddo


Mi sono alzato con la pistola puntata alla tempia. Al ché ho esclamato con la voce soffocata tra le labbra “Non potete uccidermi, io già sono morto”. Ovviamente non mi hanno creduto e hanno premuto il grilletto. Skiiiish, un polpettone di sangue si è chiazzato sulle pareti bianche della stanza. La porta si è chiusa lasciando una scia, un’ombra. Voi dovete indovinare chi è stato.
Mi hanno già ucciso numerose in passato ed una volta che ti accade per la prima volta sviluppi resistenza e immunità ogni nuova volta che accade. Una volta che ti uccidono è come se fosse per sempre, possono ripeterlo all’infinito ma ormai, come tutte le cose nella vita ci fai l’abitudine. Mi hanno ucciso prima di tutto l’amore per le donne che ho conosciuto nella mia vita, anzi, più che l’amore stesso, la sua mancanza. Stranamente si prova mancanza dell’amore quando sei innamorato che quando non provi nulla per nessuno, anche se a volte il ricordo, può portare strane sollecitazioni alla dopamina, molecola dell’amore e della dipendenza per eccellenza. Dunque quell’uomo non mi ha potuto uccidere di nuovo. Mi sono alzato e oltre a farmi una doccia ho dovuto pulire di nuovo la stanza, quanti schizzi, sangue buttato, invece di donarlo all’AVIS, associazione a delinquere al pari di quella dei vampiri uniti per la reincarnazione di Dracula (VUD). Soldi , sempre soldi, ma il sangue non vale più granché. Una volta che ti infilano pallottole ovunque non le senti più, diventi insensibile. E’ la vita a renderti stronzo. E allora poi te lo dicono oppure lentamente scompari perché non riesci più a percepire neanche i segnali di chi ti cinguetta intorno. Scompari, lentamente scompari. E alla fine muori davvero. Non si muore perché si viene uccisi. Si muore quando si scompare.

Cavalluccio marino


Le sue labbra di corallo. Le ho trovate affogando stanotte nel sogno in riva al mare. Ci teniamo mano nella mano e guardiamo l’orizzonte. Siamo venuti sulla spiaggia a dipingere il futuro ma sappiamo bene che esiste solo il presente. Anja, i tuoi capelli d’oro, li ho accarezzati, sono come la sabbia con cui potremo costruire il castello per te che sei la mia regina. Io voglio essere il tuo re. Il re di un reame scomparso, come Atlantide, come il passato inviolabile che vive nei ricordi, ma noi siamo il presente. Quando mi hai guardato dritto negli occhi ho visto chiaramente cosa mi aspetta dalla vita. C’è il riflesso di una nuova vita, di una rinascita, di una resurrezione. C’è il riflesso dell’anima tua che ha il sapore dello zucchero filato azzurro. Abbracciato a te ho sentito la pelle morbida e calda, perfetta come il colore della luna nelle notti in cui è piena. Piena e non vuota. Tu sei piena di me. Dobbiamo prendere il primo traghetto per attraversare questo stretto di mare Anja. Dobbiamo scappare da questo luogo dove si propaga la piaga della solitudine e la piaga della tormenta. Le vedi le colline dietro di noi? Dobbiamo lasciarle lì. Alle nostre spalle. Ogni volta che ti scrivo però, sembra che sia solo l’inizio del libro. Dobbiamo assolutamente proseguire in modo che tu possa divenire mia Musa. Sapevi che uno scrittore non può scrivere senza la sua Musa e che le lettere a volte si formano una dopo l’altra come i baci che mi stai dando in questo momento? Quando saremo via, scoppieranno i fuochi d’artificio che ci attendono sull’isola che raggiungeremo. “Mi manchi e ti amo anch’io”. Mi hai detto. Sei lontana miglia e ti stringo la mano nel sogno. Ti sto baciando davvero? Il giorno dopo ho sentito le sirene dei carabinieri e quella dell’ambulanza. Dicono che tu sia stata male, un piccolo mal di cuore, il tuo corpicino non ha retto e sei svenuta. Del sangue è sgorgato dalle narici. Non devi abusarne, ti avevo detto, non devi abusare del potere che ti ho dato. Io non devo mancarti troppo, sarò sempre con te. Devi raccogliere le idee che stai perdendo per strada, dobbiamo ritrovare il filo conduttore e il sentiero. Ricordati tesoro mio, dobbiamo andare via. Domani mattina alle sei partiremo senza dire nulla a nessuno.