La fuga


“In tempi come questi la fuga è l’unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare” – Henri Laborit, Elogio della fuga

“Quando non può lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l’andatura di cappa che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all’orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l’illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei cargo e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione. Forse conoscete quella barca che si chiama Desiderio.”

“Nel nostro mondo molto spesso non si incontrano uomini, ma agenti di produzione, professionisti che non vedono più in noi l’Uomo, ma il concorrente, e appena il nostro spazio gratificante interagisce con il loro cercano di prendere il sopravvento, di sottometterci. Allora se non siamo disposti a trasformarci in hippies o in drogati dobbiamo fuggire, rifiutare, se possibile, la lotta, perché quegli avversari non ci affronteranno mai da soli ma si appoggeranno sempre a un gruppo o a una istituzione. E’ finita l’epoca della cavalleria, quando si gareggiava a uno a uno in un campo da torneo. Oggi sono intere consorterie che attaccano l’uomo solo, e se per disgrazia quest’ultimo accetta il confronto, sono sicure di vincere, perché sono l’espressione del conformismo, dei pregiudizi, delle leggi socioculturali del momento. Se ci avventuriamo da soli in una via non incontriamo mai un altro uomo solo ma sempre una compagnia di trasporti collettivi. […]

Non rimane che la fuga. Ci sono diversi modi di fuggire. Alcuni si servono di droghe psicogene. Altri della psicosi. Altri del suicidio. Altri della navigazione solitaria. Forse c’è un altro modo ancora: fuggire in un mondo che non è di questo mondo, il mondo dell’immaginazione. Qui il rischio di essere inseguiti è minimo.”

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A Rocca Nannitaria


A Rocca Nannitaria c’è un venditore di aspirapolveri e un’avvocatessa del diavolo. Il venditore di aspirapolveri ha venduto anche l’anima al diavolo e adesso ha la visione notturna di un fantasma che crede essere la sua fidanzata che nessun altro ha mai visto in vita sua. L’avvocatessa del diavolo (che ha l’anima del venditore di aspirapolveri) ha deciso che essendo fallita come avvocatessa potesse intraprendere una carriera da Sindaca pur di rimanere, per oscuri motivi, all’inferno. Adesso l’avvocatessa e il venditore vivono felici all’inferno, felici di rendere infelici tutte le altre persone. Non conoscono la lingua dei nuovi venuti ma tanto non hanno mai saputo ascoltare. Adesso, come tutti i peggiori padroni del mondo, loro sono i padroni del paese. E gli altri, non lo sanno, sono schiavi che hanno firmato per loro. Hanno venduto l’anima pensando che ci potesse essere il paradiso dandola al diavolo. C’è gente che crede ancora a Gesù e ai Re Magi nell’anno 2020. Sì, c’è ancora. Addirittura in Italia ci sono ancora persone che credono nella magia per guarire da malattie e malanni. E’ una storia vera.

Il Mostro di Colapignito


Il Mostro di Colapignito è soltanto una delle tante attrazioni residente a R. e tra di esse una delle più peculiari. E’ un animaletto piccolo e nero con le spalle strette e il testone grosso che ama stare in collina nascosto in una piccola cava di cemento. Si muove sporadicamente ed agisce come un animale predatorio cercando di puntare quelle altre creature che a suo sentire si rivelano più sensibili e indifese in modo che possa trarle in inganno con il suo atteggiamento autolesionistico ed estremamente adulatorio. Una volta che avrà agganciato la mira su di voi non vi lascerà sfuggire tanto facilmente e se cadrete in una delle sue tante trappole che disseminerà nel territorio a voi circostante ci potrebbero volere anche anni prima di scoprire la sua vera natura. Gli esseri umani definiscono questo tipo di atteggiamento predatorio come “stalking” o più semplicemente ancora come “attaccamento parassitario” (proprio di alcuni insetti orribili che si attaccano alla pelle di un altro animale per succhiargli via il sangue).

Il Mostro di Colapignito ha anche dei tratti prettamente psicopatici o di schizofrenia ritardata. Nel momento in cui capite di essere finiti nella sua trappola e cercherete di scappare egli farà di tutto per annientarvi prima che voi possiate raccontare qual’è la sua vera natura agli altri autoctoni e potrebbe infierire con una ultima mossa che potrebbe risultare anche letale, soprattutto a livello psicologico, nella peggiore delle ipotesi potrebbe colpirvi a morte agendo da dietro la schiena.

E’ una delle tante attrazioni assolutamente da evitare, a vostro rischio e pericolo, potreste pentirvene amaramente solo dopo anni.

Anno Post C. 2019


“Ti va di uscire per una pizza insieme stasera?”

“No, già l’ho data!”

E’ così che iniziato il mio periodo di negazione dell’altro sesso, circa un anno fa esatto quando iniziai a pensare che provarci con quelle bruttine e insignificanti sarebbe potuta essere un’esperienza nuova (sono sempre alla ricerca di nuove esperienze) ma mai avrai pensato che a differenza del provarci con quelle più carine o anche belle sarebbe stato un vero e proprio incubo. Ve lo dico subito: con quelle brutte lasciate proprio stare a prescindere, non ve la daranno mai! E ve lo dicono pure in faccia perché quella riportata sopra non è una battuta ma qualcosa che è successo davvero, una ragazza mi ha risposto esattamente così. Però non si è data per vinta mai, dopo averla “già data” ci ha provato tantissime volte a darla di nuovo e ancora e ancora ogni settimana, adesso disperata è passata ad usare anche Instagram mettendo foto dove si trucca assai pesantemente (avete presente le maschere cinesi, pressapoco siamo lì), ma niente, è e resterà per sempre “zitella”. Perché direte voi. Basta sempre rileggere ciò che mi ha risposto prima. Le brutte e le eterne single (come molti eterni single, me incluso) hanno come una malattia contagiosa e per quanti sforzi possano fare non troveranno mai per davvero una relazione “stabile” (molti proprio perché di “stabile” non hanno più nulla…) come se portassero un vero e proprio handicap che li fa riconoscere o fossero contagiati da qualche strano virus che li ha drasticamente buttati fuori gioco. Invece provarci con un ragazza bella è molto più semplice ed è molto anche più semplice che possa cedere alle nostre avances probabilmente perché negli anni non hanno sviluppato strane forme di nevrosi per cui pur senza volerlo evitano in realtà chiunque le si avvicini e sono molto più pronte a… fare nuova conoscenza. Fidatevi dunque, se siete in cerca scendere in basso con i propri obiettivi non ne vale proprio la pena! Scegliete sempre il meglio che fa per voi e vi assicuro che la bellezza spesso nasconde anche vera intelligenza.

In evidenza

Non la/lo dimenticherai mai


Non lo dimenticherai mai, ma non avere paura: le emozioni che erano legate a tutto l’amore che avevi provato per lui o lei scompariranno. Lo ricorderai o la ricorderai per tutta la vita con uno strano sentimento di nostalgia e nei momenti in cui ti sentirai più sola o solo potresti anche sentire il desiderio di chiamarlo/a.

La cosa ancora particolare dei nostri ricordi è che quando ricordiamo vediamo esattamente come in un film: le emozioni che avevamo provato sembrano adesso quelle di un altro, esattamente come quando ci identifichiamo nel personaggio di un film in terza persona.

I nostri ricordi funzionano esattamente così: ci vediamo dall’esterno come se vedessimo un’altra persona. Perché non esiste un vero “io” preciso o una “coscienza” che abita solo in un determinato punto dello spazio. La coscienza può essere ovunque, come l’obiettivo di una telecamera.

E’ per questo che è impossibile registrare le emozioni. Ma i ricordi invece sì e lo facciamo in tutti i modi possibili (foto, registrazioni vocali e musicali, video, ritratti, tutta l’intera arte è fatta e costruita per ricordare, la scienza è un modo per ricordare, l’intera vita dell’uomo è fatta per ricordare).

La prospettiva Naif: l’aggressività passiva


Piacerebbe a tutti affermare su come le nostre decisioni siano basate sulle sole nostre considerazioni razionali, ma la realtà è che la maggior parte delle nostre decisioni sono governate principalmente dalle nostre emozioni. Questo vuol dire che le persone intorno a te, costantemente sotto la tensione delle loro emozioni, cambiano le idee e le opinioni da un giorno ad un altro o da un’ora all’altra e tutto dipende dal loro umore.

Non devi mai presuppore e pensare che quello che le persone dicono o fanno in un determinato momento sia una dichiarazione dei loro veri desideri più profondi. E’ meglio cercare un certo grado di distanza e distacco dalle emozioni delle altre persone confidando solo ed esclusivamente su te stesso e su quello che puoi fare da solo. In questo modo non sarai mai deluso.

L’aggressività passiva

La radice di tutta l’aggressività passiva è la paura umana del confronto diretto con l’altro. Siamo tutti in qualche modo degli aggressivi-passivi.

Procrastinare su un progetto, arrivare tardi o fare commenti sconvenienti designati a far arrabbiare le altre persone sono forme comuni di un basso livello di aggressività passiva.

Su questo comportamento abbastanza ingenuo si può anche soprassedere ma ci sono persone nel mondo che ribollono letteralmente di profondissime insicurezze per le quali diventano dei veri e propri guerrieri di aggressività passiva e possono letteralmente rovinare la vostra vita. Non fidatevi mai delle persone che manifestano segni di eccessiva insicurezza.

Se tendono ad evitarti e a ritardare un’azione necessaria nei tuoi confronti o qualcos’altro di importante per te, se tendono a farti sentire in colpa e a lasciarti insicuro sul perché del tuo sentirti in colpa oppure se agiscono in maniera pericolosa ma lo fanno sembrare come se fosse un incidente, molto probabilmente sei sotto la mira di una persona che sta usando un elevato livello di attacco aggressivo-passivo.

Riflettici bene.

Evita a tutti i costi di avere a che fare con persone simili e di creare qualsiasi forma di empatia con le loro emozioni. Se ti ci ritrovi immischiato saranno sempre e solo loro che avranno il controllo su di te.

12 maggio 2019


Hai notato? Il tempo si sta restringendo sempre di più, tantissimi anni di storia, attori, cantanti, gruppi, movimenti religiosi che si condensano in anni sempre più ristretti, in giorni e minuti, forse addirittura secondi, è tutto su uno schermo o dentro un cervello qualunque di un uomo come un’unico codice di informazione ultra condensato esattamente come quando una stella sta per morire e inizia a rimpicciolirsi sempre di più all’infinito trasformandosi in un buco nero infinito che inghiottisce qualunque cosa dall’esterno.
– E se fosse solo la troppa umidità invece?
– Non scherzare. Il clima è diventato di tipo amazzonico è sotto gli occhi di tutti, questa pioggia eterna, sembra di stare dentro il film di Blade Runner ormai, è diventato tutto esattamente come se lo immaginavano registi e scrittori. Ci stiamo restringendo e le nostre emozioni sono diventate “cose” da dover controllare ad ogni costo. L’amore è solo un’illusione e le persone non riconosco più le altre che hanno davanti. Le calpestano come fiori colpiti dalle gocce pesanti di acqua che cadono dalle nuvole di piombo appese al cielo. Non capirò mai questa ostinazione a vietarsi di amare qualcuno.