Cavalluccio marino


Le sue labbra di corallo. Le ho trovate affogando stanotte nel sogno in riva al mare. Ci teniamo mano nella mano e guardiamo l’orizzonte. Siamo venuti sulla spiaggia a dipingere il futuro ma sappiamo bene che esiste solo il presente. Anja, i tuoi capelli d’oro, li ho accarezzati, sono come la sabbia con cui potremo costruire il castello per te che sei la mia regina. Io voglio essere il tuo re. Il re di un reame scomparso, come Atlantide, come il passato inviolabile che vive nei ricordi, ma noi siamo il presente. Quando mi hai guardato dritto negli occhi ho visto chiaramente cosa mi aspetta dalla vita. C’è il riflesso di una nuova vita, di una rinascita, di una resurrezione. C’è il riflesso dell’anima tua che ha il sapore dello zucchero filato azzurro. Abbracciato a te ho sentito la pelle morbida e calda, perfetta come il colore della luna nelle notti in cui è piena. Piena e non vuota. Tu sei piena di me. Dobbiamo prendere il primo traghetto per attraversare questo stretto di mare Anja. Dobbiamo scappare da questo luogo dove si propaga la piaga della solitudine e la piaga della tormenta. Le vedi le colline dietro di noi? Dobbiamo lasciarle lì. Alle nostre spalle. Ogni volta che ti scrivo però, sembra che sia solo l’inizio del libro. Dobbiamo assolutamente proseguire in modo che tu possa divenire mia Musa. Sapevi che uno scrittore non può scrivere senza la sua Musa e che le lettere a volte si formano una dopo l’altra come i baci che mi stai dando in questo momento? Quando saremo via, scoppieranno i fuochi d’artificio che ci attendono sull’isola che raggiungeremo. “Mi manchi e ti amo anch’io”. Mi hai detto. Sei lontana miglia e ti stringo la mano nel sogno. Ti sto baciando davvero? Il giorno dopo ho sentito le sirene dei carabinieri e quella dell’ambulanza. Dicono che tu sia stata male, un piccolo mal di cuore, il tuo corpicino non ha retto e sei svenuta. Del sangue è sgorgato dalle narici. Non devi abusarne, ti avevo detto, non devi abusare del potere che ti ho dato. Io non devo mancarti troppo, sarò sempre con te. Devi raccogliere le idee che stai perdendo per strada, dobbiamo ritrovare il filo conduttore e il sentiero. Ricordati tesoro mio, dobbiamo andare via. Domani mattina alle sei partiremo senza dire nulla a nessuno.

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Memoria e scienza


Più una persona cerca di far tornare un ricordo alla memoria più quel ricordo verrà modificato dalla persona stessa. Ogni volta che lo comunicherà attraverso il linguaggio subirà un’alterazione. Ogni volta che cercherai di descrivere un ricordo ci saranno sempre più probabilità di rendere quel ricordo in una maniera e in una storia che combaci meglio con la tua idea di vita, che risolva il passato burrascoso, creando una realtà illusoria con cui tu possa convivere meglio. E’ la stessa cosa che fanno gli scrittori. Ogni volta che apri la bocca ti stai muovendo al di là della realtà delle cose così come sono e come sono state davvero. E tutto questo in accordo con la neuroscienza.
I ricordi più pericolosi sono rinchiusi nella mente delle persone, in una zona oscura del cervello, dove non possono accedere. Il ricordo resta la replica più vicina agli eventi attuali del presente rendendo di fatto il passato inesistente. Sott’acqua, come Atlantide, per sempre.

La Dama Nera


Oggi esce la Dama Nera dalla cantina. Circa una volta al mese lascia il suo covo per andare a procurarsi del cibo come fanno gli animali notturni che si nascondono fino a quando non sentono i morsi (letteralmente) della fame divorarli da dentro fino a farli sanguinare.
Esce con le sue occhiaie nere che ormai sono così profonde e radicate che scendono puntando fino agli enormi seni che si porta dietro come una maledizione da quando era fanciulla.
I capelli lunghi, lisci e curati, come se fosse appena stata dal parrucchiere, i tacchi alti per cercare di sembrare all’altezza della situazione, ben nascosti però in un paio di Converse rosse. I tacchi nelle Converse rosse.
Cosa c’è di più trash e anti erotico? Si trucca ed usa un sacco di trucchi. Prende strane deviazioni per non farsi notare eppure dai suoi vestiti si direbbe tutto il contrario: si veste come se dovesse andare ad un ballo in maschera ma poi si nasconde dietro le auto pur di non farsi vedere, cercando di raggiungere i negozi dove va a fare la spesa come fosse un topo di fogna o un ragno in preda ad una forte intossicazione da botulino.
Poi rientra e se incontra qualcuno lo evita circumnavigandolo attentamente come se avesse studiato in un centro per la navigazione fatta per evitare gli iceberg. Rientra. Passano mesi. Esce una volta sola in 28 giorni come la luna piena e le mestruazioni. Dicono viva insieme ad un orco, barbuto, molto più vecchio di lei e impotente. Ma lei sembra voler comunicare al mondo tutta la sua falsa felicità. Bisogna saper fingere per essere felici. Dicono che un giorno abbia partorito una bimba, ma la bimba una volta cresciuta non l’ha mai più voluta vedere perché la Dama la abbandonò per scappare con l’orco cattivo e con la barbetta grigia.
Le favole esistono e vivono nel presente proprio di fianco casa vostra. Basta saperci fare attenzione. Basta saper osservare. Basta saper ascoltare, dicono.
La Dama Nera è la Luna.

Un letto che non conosco


Una mattina mi risveglio e mi trovo in un letto che non conosco, mi guardo assonnato intorno, le pareti il soffitto. Non riconosco il posto dove mi trovo. Mi tocco piano la testa, il petto, ho una strana sensazione nello stomaco. Mi alzo lentamente e vado fino a quello che ho sempre creduto fosse il mio bagno di sempre, entro e mi guardo allo specchio. Ho uno sconcerto improvviso, non capisco chi è la persona riflessa, non capisco di chi siano quegli occhi, il naso, il mento, i capelli. Non riesco a riconoscermi e non capisco chi sia. Cado a terra respirando affannosamente cercando di ricordare cosa è successo la sera prima, sembra impossibile potersi ricordare, non riesco a far apparire nulla nel fiume torbido dei pensieri.
Che cosa faresti se ti svegliassi un giorno in un posto che non conosci e non hai mai desiderato, in un corpo che non è il tuo, in una vita che non è stata mai quella che hai sognato e all’improvviso diventa la tua realtà?
Se ti svegliassi all’improvviso in un altro punto del mondo saresti anche un’altra persona?
E adesso inizio a ricordare. All’improvviso tutto si fa luce. Ti accorgi semplicemente che quella è sempre stata la tua stanza, quello è sempre stato il tuo volto e quella la tua vita che hai sempre cercato di evitare, che hai desiderato sempre tutto tranne quello che hai ottenuto. Che quella non è la vita che volevi, che l’incubo si è avverato e che in fondo, sei davvero un altro, un altro che non saresti mai voluto essere, il contrario dell’uomo brillante, famoso, ricco e carismatico che volevi essere, con una famiglia che è la peggiore del mondo. Ti svegli una mattina e ti accorgi di tutto questo in un attimo dopo cinquantanni di anestesia totale.
Adesso che sono un altro e voglio tornare me stesso in me stesso, ho solo due possibilità: il suicidio o la fuga.
Risvegliandomi lontano in un altro luogo, molto lontano, ritroverei una parte di me stesso. E’ così che funziona. Devi dimenticarti quello che sei quando ti accorgi di esserlo per diventare quello che vuoi, allora non puoi più restare, non puoi più avere rapporti con il tuo vecchio te stesso se vuoi essere quello che davvero desideravi. Devi allontanarti. Per sempre.

Il ritorno


“Ti voglio abbracciare”. Il vento corre per le strade vuote del paese, strade fallate ed erose, strade deserte, bombardate dal tempo, dalla natura distruttrice, dalla dea madre che non ha nessuna pietà. Il fischio si allontana restando ugualmente presente, foglie rosse svolazzano come in un balletto, una danza, in un turbinio che le fa volare in alto, rosse, rosse come il sangue e la vita che vuole andare via.
“Ti voglio abbracciare”, le dico ancora. Lei guarda fissa il cielo lontano, seria, come se presa da una sensazione di smarrimento, c’è paura nei suoi occhi, la paura di un avvenire che non ci sarebbe più stato.
“Ti voglio abbracciare, è l’unica cosa che voglio adesso, voglio sentire il calore di una persona, voglio sentire il cuore che batte, voglio sentire la tua vita”.
Mi avvicino a lei da dietro mentre osserva triste dal balcone il cielo lontano, il sole offuscato dalle nuvole portate dal vento. Il vento, quando c’è il vento qualcuno impazzisce dicono le storie indiane.
La abbraccio delicatamente i fianchi lei si gira pianissimo, come al rallentatore, mi guarda con lo sguardo grigio.
Le foglie rosse. Il suo tenue calore. Le sue labbra sono rosse, ma gli occhi ingrigiti. Guardo con aria spaventata il sole offuscato. Quando si copre non è mai un bene. Se lei è il fiume, il Sole deve splendere sempre.

Si è ripresentato il mostro. Il mostro che invade piazze e balconi. La peste nera che nessuno sa di cosa sia fatta, sta contagiando tutti dall’interno. Le emozioni si affievoliscono. Si è seduto davanti a me l’altra sera ed ha voluto che gli offrissi dell’alcool. Lui chiede sempre perché non ha niente da dare mai, il mostro. Il mostro non ti da mai niente. Lo riconoscete subito. Prende soltanto e riempie le vostre teste di bugie e menzogne, qualcuno dovrà pur riuscire ad ucciderlo. Mi sto attrezzando, l’altro giorno sono stato in un’armeria (credo si dica così). Ma ho paura.
Anja, solo Anja può veramente salvarmi.

Anja


Ho incontrato finalmente Anja ieri sera. E’ proprio lei, di una bellezza estatica quasi divina. Ha i capelli biondi che le scendono con delle onde sulle spalle come il mare illuminato dal sole l’estate al mattino. Le sue spalle sono i promontori da percorrere prima di raggiungere le colline dei suoi capezzoli contornati dai giardini dove far nascere i fiori da baciare. I suoi occhi sono la magia che addolciscono ogni uomo, profondi, azzurri, grandi, dove ogni uomo guardandoli troppo a lungo si perde e impazzisce. Ma è il suo sorriso e la sua bocca la vera porta per l’eternità. Come può esserci una bocca più morbida e tenera? La lingua, la punta della lingua che si insinua lenta e timida come il suo carattere nella mia bocca, si insinua dentro di me.
E il suo sorriso, il suo sorriso renderebbe felice anche un uomo che sta per morire. Il sorriso di Anja vale tutta la vita che ho, potrebbe resuscitarmi.
Lei è un fiume che scorre e i fiumi posso incontrarli sempre e ovunque mentre scorrono, e scorrono sempre al mio fianco. Non devo perderla. Ogni suo angolo è una terra da scoprire, una capitale da visitare. Non voglio morire prima di averla scoperta tutta, sono un avventuriero.
Dio ti prego allontana da me il male di questo paese, allontana da me la persecuzione e la malattia che sta distruggendo ogni forma di amore e benessere di questo paese. Fammi vivere il mio ultimo desiderio, il mio ultimo sogno con Anja. In questo momento prego in ginocchio poiché la mia disperazione è tanta. Non posso continuare ad essere disperato, non lo ero mai stato.
Anja sei il fiume che amo e che scorre dentro e fuori di me. Io devo essere il Sole.

L’uomo non si innamora

facendo l’amore,

ma desiderando

di poter fare l’amore con una donna.

Depeche Mode – Spirits in the forest, il film


Uscirà a breve il nuovo film documentario dei Depeche Mode. Racconterà la storia del gruppo visto da sei fan che li hanno seguiti per tutta la vita. I biglietti sono in vendita e il film verrà lanciato nelle sale cinematografiche. Non so se sia mai successo prima che un docu-film su una band uscisse nei cinema. Buona visione.