Il paese del vento


Questo interminabile ed inesorabile vento che soffia a tutto spiano su piani ed altipiani, diffonde la peste su tutta la penisola, man mano che tocca con il suo sondare ogni cosa tra foglie di alberi e strade impolverate, il vento contamina ogni animo, ogni carne, ogni briciola di sapone con cui vi lavate le mani.
Nelle antiche tradizioni indiane quando inizia a soffiare per giorni e giorni un vento senza progredire troppo né in velocità né rallentando, ma bensì come con una strana e vibrante medesima velocità per tutto il tempo in una zona dove non c’era mai stato prima è un inequivocabile segno che quella zona sta venendo sterminata dalla morte e il vento ne spazza anche l’olezzo.
La zona rossa dove la natura pone il suo divieto agli umani di viverci e sopravviverci. La natura non ha nessuna pietà, non è né buona né cattiva ma le piace essere decisamente malefica come una strega che ama trasformarsi.
Dimenticatevi della felicità. Alla natura non è mai importato nulla della felicità, la felicità è solo un’illusione dell’uomo, minuscolo antropomorfo, con qualche recettore dopaminergico di troppo.
Troppa cocaina dunque, troppa caffeina, nicotina, endorfina, morfina, eroina, un milione di droghe pronte solo per l’essere umano, sintetizzate da lui stesso per consolarsi dalla grande sventura da cui sa che non potrà mai fuggire davvero: la morte e la vecchiaia, la sofferenza, la malattia, il senso di colpa, l’herpes, il raffreddore, le rughe, l’ignoto.
Uomo, io ti dico: accettati come sei.
La vecchiaia la scegli tu nel momento stesso in cui decidi di averne paura.
La morte non è la fine di tutto, sei tu che ad averne paura la rendi il tuo ultimo gradino.
Uomo io ti svelo la più grande rivelazione mai fatta negli ultimi 2020 anni: anche la morte ha una funzione evoluzionistica della specie.
E se è vero che c’è evoluzione, la morte è solo una trasformazione.
Uomo il tuo più grande cruccio che avrai ancora per secoli a venire è che non riesci ad apprezzarti per così come sei, è per questo che scompari. Ricordati nulla si distrugge, tutto si trasforma. E anche noi non possiamo sfuggire da questo assioma. Siamo atomi come tutte le altre cose del creato.

Dal paese del vento o si scappa o chi ci rimane muore, dice il marito di Marisa, pescatore, uno che dice sempre quello che pensa.

Lascia un Commento!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...