La vita si restringe o si espande in proporzione al nostro coraggio, o viceversa alla nostra paura.


La tua mente crea resistenza verso le cose che desideri e vuoi avere anche a tutti i costi, è un processo “culturale” ma puoi disattivarlo con un po’ di abitudine a rinunciare a quelle che sono le opinioni altrui, questo esprime il coraggio (normale tra l’altro), di ottenere quello che ci fa STARE BENE senza continuare a EVITARE in continuazione, perché ascoltiamo le opinioni e le tendenze culturali, di chiuderci nel nostro mondo senza cercare di allungare la manina e prenderci quello che vogliamo davvero. Questa si chiama anche RESISTENZA.
E’ la tua inerzia emotiva, è quello che chiamano Status Quo. Il meccanismo in cui sei intrappolato per tenerti al sicuro ma per sempre nel tuo dolore.

Quindi quali sono le storie che ti crei nella mente per evitare a tutti i costi di ottenere quello che desideri? Cosa ti racconti per giustificare la tua inerzia e resistenza interiore? E quante storie racconti a te stesso al posto di rimuovere quella resistenza?

I meccanismi di difesa dal mondo della felicità

Paura di provarci e iniziare una conversazione con una donna attraente
Paura di mostrare interesse sessuale diretto o indiretto (chiedere il numero, chiamare, chiedere di uscire)
Paura di avere un contatto sessuale (in particolare al primo appuntamento, al primo bacio)
Paura di avere un rapporto sessuale

La felicità è fatta di relazioni, di relazioni di ogni tipo e più sono numerose e positive maggiormente sarai felice, questo ancora di più se le relazioni sono fatte e realizzate con donne che amiamo e con cui vogliamo condividere qualcosa. Se vuoi amare una donna non devi pensare al sesso, ma al modo migliore di essere felice con quella donna.

Queste forme di ansia sono la manifestazione di una forte riluttanza all’essere vulnerabili e cioè onesti con se stessi e il mondo reale esterno nascondendo le proprie emozioni (e quindi i propri desideri, le emozioni sono i desideri). Questa ansia ti renderà bisognoso e più lo sarai e più ansia avrai cercando di rimanere nel tuo guscio protettivo che protegge il tuo essere bisognoso. E sarai sempre più inerte e immobile.

Questo non vale solo con le donne: vale per OGNI COSA della vita. Dal lavoro, allo sport, da successo sociale alla politica. Rimanere nella zona dove senti di essere al sicuro (perché gli altri ti dicono di farlo) non solo non ti renderà mai felice, ma ti farà soffrire per tutta la vita ogni forma di insuccesso e tristezza.

C’è un’alta concentrazione di quest’ansia negli ultimi tempi e la più alta si trova in persone, uomini e donne, a cui è mancata una figura genitoriale che li abbia cresciuti e gli abbia mostrato “come si agisce” con l’altro sesso, abusi emotivi subiti nell’infanzia, traumi infantili, educazione strettamente religiosa e un’educazione strettamente culturale di massa.

L’ansia, nella sua definizione più reale sta a indicare tutto l’investimento che noi spendiamo per la nostra identità e nell’opinione degli altri. Per fare un semplice esempio: se sei spaventato a morte nel dire qualcosa ad una ragazza bellissima che si siede a fianco a te vuol dire che stai dando un altissimo livello di investimento, importanza e di bisogno nell’opinione che lei possa avere di te. Questo bisogno e investimento crea una risposta di ansia del tipo combatti oppure fuggi che ti porterà ad avere ancora più ansia la prossima volta che ti capiterà di sederti vicino ad una bellissima ragazza (o ad una grandissima opportunità di investimento per il successo economico).

Ci sono principalmente tre “sentieri” mentali che conducono a questo tipo di ansia e tutti sono correlati da quanto la cultura di massa uccide il tuo proprio pensiero, le tue proprie decisioni, i tuoi propri desideri (perché gli altri non lo fanno, perché se lo faccio rischio di perdere la culla di sicurezza e di sofferenza dove mi crogiolo tanto, perché sono un fottuto masochista della vita).

Volete sapere quali sono?

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