Caduta


Buongiorno angelo, pezzo di cielo nero caduto di notte
all’interno di me dove ti rannicchi colle tue piume scure
a tratti sono tuo padre, a tratti tuo figlio a tratti nessuno
voglio solo sentirti dentro,
sei una linea da decifrare trattini da unire,
strada da percorrere, collina da risalire
come le tue gambe che dai tacchi si stagliano in alto.
Sei messa in posa ma non per posare,
sei messa in posa per osare
ed io che so che mai ti potrò sposare
ho voglia di sorreggerti e sostenerti
per le ginocchia e le gambe e le incertezze,
accavallarmi nelle tue pupille tra le ciglia.
Non so più cosa dice il fato di noi e di cosa parlano le sibille,
le carte tacciono così come la tua bocca muta di cuori,
con te vorrei giocare a dadi su un tavolo di giada perlato
vincerei col numero dei baci che mi lancerai
se mai lo vorrai.
Ti convincerei che sei l’alba che merito al mattino,
il tramonto che si chiude nei mie occhi la sera
mentre ti avvolgo tiepida come una goccia d’acqua salata
tra quelle che sono le mie braccia e le foglie di un autunno
come se tu fossi la brina che scivola ed io le dita che ti prendono,
ti percorrono,
come una bacchetta magica di un illusionista
ti faccio avverare davanti ai miei occhi,
sei davanti a me riflessa in quel cielo da cui cadi
tutte le notti e in cui tutte le mattine risali.

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