Settembre


Ci conosciamo come due perfetti sconosciuti, ci incontriamo ma non sappiamo mai nulla dell’altro. Quando ti vedo ci sono solo due immensi  occhi che a volte evitano i miei, chissà se per pudore oppure per falso timore, forse per un timone in mare che dice di virare per paura di andare a sbattere su scogli involuti che brillano riflettendo la luce di stelle notturne al chiarore di una luna piena, della stessa rotondità delle tue pupille immense, di quei cerchi neri che ti si posano sugli occhi come ornamenti regalati da un’antica cultura. Forse è perché non mi vuoi ma mi vorresti o forse non c’è mai stata attrazione ma sono sempre stato solo una grossa distrazione e a volte, quante volte, una distruzione sull’onda di una scia di una testa che sale sulle nuvole. Poi ti sei alzata ed oltre agli occhi ho visto le tue gambe che portavano il resto del tuo corpo a spasso per la stanza ed erano le gambe di chi sa portarsi bene ovunque, gambe mai finite, rifinite e tornite come quelle di un animale delicato che si muove nella selva silenziosa, gambe che sanno poggiarsi, che sanno reggere il peso. Il peso di un uomo che voglia prenderti. Non riesco a trattenermi dal dirti che sono attratto da te, non ti amo più, ma sono dannatamente attratto da te e dal tuo mistero. Ma perché in te vedo il mistero? Forse perché in te io mi specchio e vedo in realtà un pezzo di me che è stato o che poteva essere. Ho sempre avvertito questa sensazione di essere talmente simili e allo stesso tempo opposti (sarà per questo che non mi vuoi? O forse la soluzione è più semplice?), da quando ti ho conosciuta hai scombussolato i miei pensieri che ogni tanto si stringono e si ritraggono o scappano via quando un’idea mi porta lontano da te. Forse è tutto un immenso equivoco, ma perché diavolo, perché diavolo io che mi sento angelo, non riesco a piacerti? Io che ti ho provato a dare l’anima ho ricevuto in cambio solo occhi enormi che ogni tanto mi scrutano, e mi piace farmi scrutare, ma tu sfuggi ancora ad ogni regola che pensavo di conoscere. E’ questo lo sbaglio: non ci devono essere regole in questo Fight Club. Nessuna regola è consentita quando si parla di amore, tutto è consentito tranne delle leggi da seguire. Imparalo a memoria, è con l’istinto e l’intuito che tutto funziona a dovere. Non c’è nessuna divisione tra ragione e cuore è una vecchia leggenda, una diceria, come quando dicevano che c’era una divisione tra corpo ed anima. No, non c’è nessuna divisione tra amore e ragione. Se ti amo o se ti ho amata ho avuto tutte le mie milioni di ragioni.

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