Punti di vista


Avete mai provato ad unire tutti i punti vista per vedere che figura ne viene fuori? Anche questa è arte persino se dalla figura risultasse della merda sappiate che solo da essa nascono i fiori, fiori che innaffio e che cerco di far crescere con nuove idee, usando l’inventilatore per dargli una ventata di freschezza che parte direttamente dal mio rinfrescarmi le idee con del ghiaccio preso direttamente da un succo del discorso alla pesca. E cosa peschiamo? Perché chi dorme non piglia pesci ma neanche affoga e che me ne faccio di pesci mentre dormo? Alzandoci dal letto a volte vediamo sorgere il dubbio e questo vuol dire che dall’altra parte del mondo la sicurezza tramonta e allora cosa fare? Brancolare nel buio del giorno? Mi sveglio sempre stanco, ma stanco vivo, stanco vivo! Poiché non mi interessano i morti e voglio unirmi a tutti gli altri vivi ma stanchi, unirmi alle folle, alle folle perché “a folle” è anche una marcia in più che non consuma, così come anche il folle, la pazza idea, ci conferma che è meglio un uomo infermo di mente o un uomo fermo di mente. Muoviamoci. E’ da qui che potremmo arrivare direttamente all’inverno, a mente fresca, dalla piattezza del pensiero comune che non si è mai fatto città né Stato né continente (magari si fosse fatto incontinente di genialità sopite). Soprattutto questo pensiero  non si è mai elevato a strato superiore, insomma, un pensiero disastrato e stratificato che necessita di  essere ricostruito; diamogli dunque forma unendo i vari punti di vista evitando quelli di sutura poiché è meglio lasciare grondare le ferite dai tetti per via del fatto o anche del fato (destino puttano) che la sofferenza fa crescere ma a volte anche dimagrire. A strati come carta igienica. Meglio dunque un diamante o uno strata-gemma? Forse fioriscono più fiori dallo stratagemma che dalla merda stessa, perlomeno già lo stratagemma è una perla di pensiero, una strategia per portarci verso uno strato più alto e anche più altro, altruista verso coloro che c’ignorano perché ignoranti ancora di noi, che non ci conoscono, quindi tutti da scoprire senza svestirli troppo perché potrebbero prendere freddo ma chissà, ridarci forse calore. Aprimi cielo, tutto sommato, se mi apri, se ne sei capace quando piovi, ho ancora voglia di volarti nel tuo azzurro.

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