A volte odio delle cose


A volte odo delle cose. Poi più niente.

Avevo un nome. Era Jimmy. La gente mi chiamava Jimmy. Era il mio nome.

A volte odo delle cose. Poi più niente.

Quando tutto è silenzio, sento il mio cuore.

Quando quei terribili rumori giungono, io non sento niente. Non sento, non respiro, sono cieco.

Poi tutto tace. Sento il battito di un cuore. Magari non è il mio cuore. Magari è il cuore di qualcun altro. Cosa sono io?

A volte sbatte una porta, sento delle voci, poi più niente.

Tutto si ferma. Si ferma tutto.

Tutto si chiude. Si chiude completamente.

Si chiude. Si chiude tutto. Si chiude completamente.

Non vedo più niente, mai più niente. Siedo e succhio il buio.

È quello che ho. Ho il buio in bocca e lo succhio. È tutto quello che ho.

È mio. Mi appartiene. Lo succhio.

H. Pinter

4 pensieri su “A volte odio delle cose

  1. Pinter… non è lo sceneggiatore de Gli insospettabili, il film con M. Caine di qualche anno fa, remake dello stesso film, sempre con M. Caine?
    Ammetto la mia ignoranza ma lo ricordo solo per questo…

    1. L’opera di Pinter l’ho conosciuta recitando a teatro quest’anno, lo conosco pochissimo ancora anch’io ma quel poco che ho letto e sentito mi fa capire che valga davvero la pena leggere qualcosa di lui. Non per altro ma è stato Premio Nobel per la letteratura! Più che scrittore è stato drammaturgo, regista e attore… vale la pena leggere qualcosa di suo. Non so per quale motivo ma in Italia sembra semi-sconosciuto… ciao Top!

      1. Non sapevo facessi teatro, complimenti.
        Dopo averti scritto, curioso come sono, ho fatto una ricerca su Wikipedia e ho visto che ricordavo bene. Ho avuto anche conferma della mia ignoranza, dato che lo conoscevo solo per quei due film. Non sapevo nemmeno fosse un Nobel!

  2. Grazie, 🙂
    Sono quasi due anni che ho iniziato a recitare… all’inizio è stata dura, ma ti posso assicurare che è una delle poche cose nella vita che dà soddisfazioni immense e te lo dice un gran timido! Proprio ieri c’è stato l’ultimo spettacolo, con in scena appunto anche Pinter (io recitavo la parte di un altro drammaturgo, John Osborne) e quando finisce ogni spettacolo c’è sempre una sorta di gran vuoto che ti riempie là dove prima c’era il personaggio! Pinter è davvero interessante.

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