Carta-vetro


Vorrei sussurartelo nell’orecchio oggi, vorrei dirtelo forte e piano, un sussultare nel tuo orecchio della mia voce leggera.

Ho bisogno di essere leggero oggi, forse ho semplicemente voglia di volare, andare via da tutto questo peso che mi piega la schiena e mi strabuzza gli occhi al buio di una vita costellata da pochi soli e tante lune.

Voglio essere una fortezza che ti circonda oggi, una fortezza leggera che non ti lasci né sprofondare né infrangerti attraverso le tue mura.

Vorrei essere il tuo avvoltoio per avvolgerti con le mie penne. Mi hai spennato. In tutti i sensi. E adesso in questo deserto io volo cercando di avvolgerti, di proteggere il mio stesso corpo dalle insidie di un mondo di carta, finito nel cestino, scartato.

Neanche fosse una caramellina.

Ma io sento la forza della leggerezza che mi pervade dentro, i pensieri vogliono volare liberi, aprite quel cancello là fuori, che mi si conduca attraverso e oltre questo mio piccolo sottostare, sento che la Fenice rinasce, piano ma rinasce, il cuore che batte di nuovo, le solite parole che si fanno più presenti, le ali che battono di nuovo (le prostitute che battono sui marciapiedi), le mani che applaudono, battono. E’ tutto un battere.

Forse si tratta solo di un gran bordello. Lasciami entrare nel caos.

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