Nel mentre che preparo il mio corpo e meno la mia anima a danze macabre di notte e buio interiore in queste prossime ore di poco cuore, ma forse di ardore, in uno scoppio plastico della mezzanotte, racchiuso in questo cassetto dei ricordi, che gira un po’ come le cassette registrate di un tempo, mi spingo a sfondare il muro dell’anima dove oltre posso cogliere con il mio pugno un altro cuore, quello mio dimenticato qui e là, sballottato e sbottonato come una puttana su un letto di fango e colazioni tossiche, mai raggiunto e se mai fu stato raggiunto fu sempre un dì allontanato, come dire, un po’ sputtanato. Un cuore sputato qua e là, un cuore che piove, sulle strade di domani e ieri notte. Un cuore sputato sputato ma mai gemello di altri.
La solitudine è sempre quando qualcosa non torna e non quando qualcosa ci manca.

3 pensieri riguardo “

  1. Grazie Elle, suppongo debba prenderlo come un complimento, ho sempre cercato di scrivere in maniera “alternativa”, in realtà è proprio quando meno spremo le meningi che scrivo meglio. Dovrei lasciarmi trasportare di più… dalle correnti…

  2. Disarmante e devastante, sì leggili in senso positivo, assolutamente.
    Personalmente credo anch’io che le cose migliori siano quelle scritte fuori dagli argini, senza spremiture eccessive.
    Il succo, l’essenza quando c’è, si avverte, si sente e trascina… un po’ come le correnti.

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