Oggi che siamo morti possiamo riposare finalmente in pace.

Ecco il nostro letto, possiamo finalmente abbandonare i nostri corpi senza più catene, quelle che ci stringevano e ci facevano cigolare, possiamo lasciarci cadere come lenzuola dal cielo, bianche e immacolate, oppure macchiate del nostro sangue e delle nostre ferite, o del tuo sporco rossetto scarlatto.
Immagina che sia notte e proprio come due fantasmi rifletteremmo la luce della luna così come farebbe la nostra pelle, siamo due spiriti dannati, maledetti, abbandonati come cenci, stracciati a due centimetri da terra non valiamo insieme due soldi. Forse voliamo mai poi cadiamo.
Fuori festeggiano per noi con candele e candelabri accesi, noi con le nostre candide labbra spente e appiccicate sempre tra di loro.
Siamo come due mummie incollate, siamo come gli scheletri nell’armadio, catenacci alle porte, incatenati all’eternità che non ci da libertà.
Oggi esprimiamo il desiderio di mascherarci per nascondere i nostri volti, per fare l’amore come anonimi, oggi siamo travestiti così, siamo trasparenti come fantasmi, già non esistiamo più.

Oggi i miei occhi e le mie mani possono andare attraverso di te, possono andare oltre. Possono afferrare il tuo finto pugno di sangue che gocciola.

Ci preferivamo completamente morti, sotto terra nelle nostre tombe e sulle lapidi la scritta si furono amati alla follia.

Poveri pazzi.

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