Di nuovo fui posseduto. E’ come una malattia, un virus, un germe, un batterio. Mi sporcai l’anima dentro e il corpo fuori. E’ una sorta d’incantesimo, di nenia magica, di maledizione.
Essere posseduto e allo stesso tempo possedere un’altra persona e quando sei posseduto sei dannato, a lungo, forse non è mai per sempre, forse non è mai in eterno. E’ un piccolo inferno in cui ci piace crogiolare tra le piaghe e le pieghe di un letto sporco dei nostri umori, un fiume che non conduce mai ad un mare, dove il mare è la vera libertà. E’ un fiume che non sfocia e si ricongiunge sempre con se stesso, con la stessa acqua, gli stessi detriti.
Il fatto è che sono il solito pesce boccalone. Se mi danno l’amo io abbocco… ed amo ferendomi alla bocca e alla lingua, fin giù nel collo, fino a toccare i polmoni e il cuore.
Adescato, riportato in terra, in quella terra che non ci appartiene, come lasciare il nostro proprio paradiso interiore per una traversata attraverso quei campi e quei cieli che furono di Adamo.
Adesso rimetti apposto i pezzettini.

Lascia un Commento!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...