Il triste giorno dell’indipendenza, piccola, è arrivato. Raccogli le valigie che hai seminato per la stanza. Chiudile come i fiori in autunno, lasciale appese alle tue braccia, come maniglie, concedimi l’altra tua mano, andiamo via insieme da questa casa assoldata. Sì. Assoldata da una marea di eserciti che ci sparano addosso, dietro queste nostre mura, sui nostri sporchi letti. Un letamaio.
Dobbiamo prendere il treno prima che ci sgusci dalle mani. Dobbiamo afferrarlo con quella nostra unica mano libera. Liberi, capisci? Io e te, io e la mia anima.
Come un’ombra viene via con me. Si accompagna con la luce del sole che mi ferisce, proiettandola sulla terra che calpesto come la mia ombra.
Flash.

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