Incontri


In quella stanza dalle pareti gialle
con l’attesa pendolante nel mio petto
quel lungo letto nostro fiume
i tuoi passi che non arrivano mai
il silenzio dentro e fuori
noia e nostalgia anche se eri più vicina
per certi versi più piccina
con la tele accesa e i giornali buttati lì
finalmente i tuoi tacchi sui rivoli della pioggia
i tuoi occhi nervosi e timidi
su quella poltroncina dove accavallavi le gambe
imbarazzo o ripiego eri lì
e con un bacio ci siamo reincontrati.

La pioggia cadeva incessante
eravamo di nuovo noi
ma con le menti distanti eppur vicine
con i corpi accesi ma lontani.

La consapevolezza uccide
il pensiero divide, il sentire unisce
e forse ci siamo chiusi troppo
ad ascoltare altro piuttosto che
le essenze pulsanti sui nostri palmi.

Una colomba vola via nella pioggia di questa Pasqua. Dovremmo fare come lei. Volare via insieme tenendoci per mano, spostando ogni velo e tenda, uscire allo scoperto. La paura ci sta uccidendo. Lo sai quanto faccia male la paura. La paura ci rende ciechi, afflitti, pesanti, l’orrore ci paralizza. Bisogna continuare a giocare come bambini su di un prato.

Un pensiero su “Incontri

  1. Conservare sempre il bambino che è dentro di noi, che vede il sole anche in giornate di pioggia. Teneramente triste questo incontro che lascia un sapore amaro. Romantica la pioggia. Adoro la pioggia. Amica purificatrice che porta con se un cambiamento. Il pensiero corre a incontri che hanno lasicato un segno amaro nel cuore.

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