Parole di tandream


C’è una grandissima falsità in ciò che pensiamo “amore”.
La più grande bugia della storia che hanno inculcato nella mente dei più è che esso sia per forza di cose “eterno”. In qualunque modo esso si ponga, nasca o si sviluppi.
Se l’uomo non avesse questa sua concezione così divina vivrebbe molto più sereno.
Ogni cosa che inizia è destinata prima o poi ad una fine. L’unica cosa a cui l’uomo possa maggiormente alenare è che sia per sempre, e quel per sempre gli è comunque negato dalla morte.

Ciò che può restare per sempre però è quell’incantato ricordo nei vivi di quell’uomo che seppe amare fino alla morte restando sempre affianco alla propria amata ed è proprio questo che ci pone di perpetuare quel desiderio senza però idealizzarlo.

La grandezza dell’uomo è nell’uomo stesso non in chi ha amato.

Un pensiero su “Parole di tandream

  1. Buongiorno Andrea, ti lascio una testimonianza del mio seguirti.
    Mi dispiace non essere assiduo ma quanto scrivi spesso mi tocca tanto personalmente da dover badare a non esagerare con l’istinto di tirar fuori ciò che provo e mi fa soffrire, rischiando di sembrare eccessivamente patetico.
    Questo commento è per quest’ultima tua serie di post sull’amore.
    Dopo sette anni, di cui più di tre di convivenza, la mia compagna e io ci siamo separati, all’inizio di gennaio. Capita.
    Molto di quel che hai scritto fa parte di ciò che fa male ma è facile crogiolarsi nel dolore. Io sto riscoprendo grandi amori, quelli mai perduti per i miei amici e quello sublime per l’amore stesso. E più forte ancora, quello per chi è venuto a mancare realmente, per chi all’improvviso non c’è più. Ma il bene condiviso rimane.
    Non c’è eternità d’affetti per chi come noi è un viaggiatore della vita, c’è il bello di camminare insieme, percorrere quanta più strada insieme e stare bene. A volte però, le nostre mete ci dividono.
    Secondo me non c’è differenza di grandezza tra chi ama e chi è amato. E’ soltanto un’esperienza meravigliosa. Certo, la separazione fa un male mostruoso, ma se ne sorge. Anche perché altrimenti si rischia di affogare o peggio ancora, di scegliere di annullarsi nel vuoto di chi manca.
    Ho 43 anni, adoro l’aggettivo mutuato dai Converge di Soul Survivor e rimarrò tale, felice anche se ferito, fedele alla scelta di andare avanti provando ogni giorno la gioia di aprirmi a nuovi amori. E nuove batoste, ma tant’è.
    Tutto il meglio.

    Claudio dei Norma.

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