7/7/2007


Fu quando quel giorno decisi di uscire di casa che avvenne l’incidente più grande della mia vita. Sì, perché fu proprio un incidente, sapete, proprio come quelle cose che ti accadono per caso, magari per casa, tipo infilare per “caso” le dita in una presa di corrente. Lo avete fatto davvero per caso? Ecco, io non credo nelle coincidenze. Quindi si da il caso, ed è proprio il caso di dirlo, che il “caso” in realtà non esiste, c’è sempre un motivo. Entrai nella macchina sotto quel sole ormai pallido di qualche anno fa (allora sì, allora era ancora pallido rispetto alle estati che stiamo vivendo adesso) e usci nella piazzetta dove un amico già ubriaco mi stava rimproverando della stessa cosa, direi che si possa chiamare ipocrisia alcolica questo tipo di comportamento, l’alcolizzato che dice all’altro “Tu sei ubriaco!”. Ma furono solo pochi minuti. L’aria era grigia benché nonostante fosse estate, forse erano i miei occhi che ingrigivano le strade e la chiesa che si parava sempre alta, allora era così dannatamente alta, perché io ero così dannatamente più ragazzino. Mi lanciai con la mia vecchia Delta (e forse anche questo non fu un caso, una Delta, e potevo scegliere su quale delta del fiume della mia strada dirigermi), e mi ritrovai velocemente sotto il paese lungo una stradina con entrambi ai lati case, marciapiedi ed erba sporca di polvere. Fino in fondo a quella strada. Ritornai indietro. E quel grigiore si trasformò in un cielo nero, mi si chiusero gli occhi e mi appoggiai su un fianco mentre stavo guidando, incidentai a sinistra, esattamente come dovrebbe fare qualsiasi buon bevitore, incidentare cioé sempre e solo a sinistra. Mi addormentai sul volante e ci furono cinque minuti di silenzio universale. All’improvviso un uomo venne a bussare al finestrino, e poi vidi la mano di lei, la macchina che prendeva fiamme, i carabinieri, i pompieri e centinaia di persone che dal paesino erano tutte venute a vedere lo spettacolo. Ce ne sono pochi di spettacoli per la gente che abita nei piccoli paesini. E così mentre tutto scoppiava, io seduto sotto di lei le baciavo il collo e l’accarezzavo, intravidi anche un po’ del suo seno, si lasciò baciare come se tutto fosse normale e come se tutto fosse normale prima di essere preso e portato via dai carabinieri le chiesi il numero di telefono. La settimana successiva si trasformò in colei che fu il mio amore per sette lunghi anni. Sette.

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