Le ali della libertà


Ho sognato un volo lungo continenti e mari diversi, l’orizzonte lontano con il sole che calava a picco su un trabiccolo volante tra bambini e vecchi andati che cercano la speranza dimenticata.

Ho sognato di questo paffuto omino nero, grasso, volgare e sputacchiante che rinnegava la mia presenza ed io fermo a subire quando ad un tratto ho deciso di sputargli addosso io sulle sue guance paffute di grasso ripieno del passato, malconcio, maldestro, malocchio dimenticato.

Ho sognato di incontrare il pilota dell’aereo, scappando dall’omino nero del male, un pilota con medaglie, pulito, intelligente che mi ha fatto vedere il nuovo orizzonte, la vita nuova che stava lì davanti. Ho preso confidenza, sicurezza. Ho gettato via il quaderno e la penna per prendere gli appunti di viaggio.

Ho sognato lo scalo, l’incontro con i bambini del futuro, magri, di colore, ma con un sorriso largo come un abbraccio, la felicità nei loro occhi. Sono tornato anch’io bambino, tornavo bambino man mano che proseguivo ed ero anche possente allo stesso tempo, forte con lo sguardo dritto e la testa alta. All’inizio camminavo lungo questa strada di legno che andava in discesa, ho iniziato a saltare per andare più veloce, davanti a tutti ho lasciato i vecchi vestiti e continuavo a diventare grande sentendo la gioia e l’imbarazzo di un bambino che entra per la prima volta a scuola.

Sotto la discesa tra migliaia e migliaia di altri come, vecchi, giovani, audaci e non, umili e sfiancati, sorridenti, con gli occhioni curiosi di chi sta per vedere un nuovo mondo e un nuovo modo di vivere, la fuga da quella che credevo irrimediabilmente essere la mia gabbia per allodole, il carcere da cui non sarei mai uscito più, l’infelicità iscritta nel destino. Ne sono fuori, sto andando fuori dalla galera di false promesse e dall’acciaio arrugginito dei ricordi.
Ho sognato l’incontro con la libertà e questa libertà è l’unione, la fraternità con bambini che pensavo essere tristi per la loro condizione di povertà e invece sono gli esseri più felici del pianeta. Non posso dimenticare il loro volto splendere. L’amore si trova lì dove le persone si danno la mano per creare un cerchio di solidarietà dimenticata nel vecchio paese dell’Occidente.

La corsa attraverso una neve ghiacciata con sotto il ghiaccio delle formazioni che sembravano milioni di uova, uova che fecondavano forse la nuova vita. E man mano che correvo lasciavo il passato infelice che veniva dimenticato, divorato nell’oblio di un me stesso che non era più me.

La gioia di atterrare su una nuova terra fatta di natura dove ogni essere si congiunge con l’altro, dove l’imbarazzo della timidezza è solo un tratto da apprezzare per se stessi, dove ogni creatura è felice perché ne incontra sempre milioni di altre pronte ad accoglierti, a cullarti nel loro linguaggio e con il loro stesso corpo.
Ho scoperto che l’amore esiste ed esiste nel luogo giusto per noi e può essere condiviso con milioni di altri perché di amore sono fatti anche loro come le stelle stanno insieme la notte congiungendosi con i raggi.

L’omino paffutello e nero, il male della mia gabbia, i chiodi che mi sferzavano sono l’incubo che pian piano è scomparso nel nulla. Io adesso sono dio, uno dei tanti e allo stesso tempo unico, unico dio di me stesso, eternamente felice.

Il dominio dimenticato, i capi, gli oppressori, i governanti, i re e i despoti, gli imperatori, vivono tutti per creare la tua sofferenza, il tuo carcere. Libertà vuol dire non avere nessuno che opera il dominio su te stesso, condizionando i tuoi desideri in maniera distorta e facendo dimenticare ciò che davvero Vuoi.

Io sono dio di me stesso. Adesso lo so. Posso fare della mia vita una girandola.

Due austeri signori


Due austeri signori ho incontrato sulla mia strada per Contrada Ciffatte. Uno portava lo sguardo truce di chi è stato tradito dalla vita con un cappellino vecchio, la barba incolta e gli occhietti azzurri sotto una testa riccia rabbiosa, la sigaretta accesa tra le dita tozze, la panza che traballava di birra.
L’altro un ometto inutile, basso, scuro, con le spalle talmente strette che sembra avere solo collo, segno di codardia e vigliaccheria, un piccoletto porta scalogna fallito sul nascere e con la missione ormai fatta sua di far fallire o almeno tentare di farlo con tutti quelli che lo sfiorano con la sua maldicenza: uno iettatore nato.
Io sono il terzo uomo. Un alieno. Non c’entro nulla eppure mi ritrovo questi due austeri signori che si prendono anche gioco di me. E’ il gioco della solitudine. E’ un cerchio che piano piano si restringe e ti costringe ad avere a che fare con coloro che nelle tue notti da bambino erano gli uomini neri dei tuoi incubi.
La solitudine sconfinata può rendere una persona come un criminale vagabondo.
Non avete idea. Non avete idea di cosa faccia tutta la solitudine del mondo.
E’ quella cosa che intristisce la vita, il boccone amaro da ingoiare a forza a tratti del percorso oppure ad un certo tratto, una lunga fermata del trenino dell’amore in una stazione deserta.
Pochi riescono a fuggirne.
Il mondo ha un fottuto bisogno di relazioni. Allora perché le persone si chiudono in altri mondi che ne sono privi? E’ la paura della felicità (felicità è comunque una parola grossa) e ciò di cui abbiamo paura corrisponde solo e sempre al nostro più grande desiderio.
Non bisogna avere paura della propria paura, si vive male nell’ansia.
La paura equivale al desiderio. I desideri vanno esauditi. Le paure vanno dunque accontentate.
I due austeri signori conoscono solo la paura e sono privi di desiderio. Vecchi già da giovani, andati. Vorrei rimetterli in carreggiata come si dice, ma quando un’auto sbanda e si rompe il motore dell’anima la macchina resta quella: ferma, immobile, sbandata. Sola.

Un joker dentro ognuno di noi


Non è l’asso nella manica, anche se in alcune circostanze può rivelarsi tale e cambiare le carte in tavola, generalmente facendole saltare. E’ la carta che invece di uscire dalla manica esce da dietro il ciuffo di capelli più o meno lungo o da sotto il colletto della camicia nel caso foste calvi. E’ il sabotatore interno (e sempre anche molto attento e intento) a rovinarvi ogni serata, giornata, notte o anche l’intera vita. E’ quella parola o quel gesto all’ultimo istante che distrugge tutto quello che di bello si era creato prima, è quell’ultimo “colpo” dato per quello che noi crediamo uno sbaglio al castello di carta che avevamo costruito dopo tre ore e che cade rovinosamente per un “soffio”. Questo giocherellone è molto simile al Joker eterno rivale di Batman che arrivando all’ultimo minuto sfascia sempre tutti i piani anche senza rendersene conto e sia i piani di Batman che i propri non facendo mai progredire la situazione in un verso o in un altro. E’ la carta che ti immobilizza lì dove sei in eterno, è la carta della trappola (il sabotatore è un abile stratega nel disporre varie trappole lungo il percorso della tua vita). Può capitare diverse volte nella vita ma quando il Joker si presenta un po’ troppo spesso e un po’ troppo frequentemente è il caso di smettere di giocare e porsi due domande cercando di riflettere molto molto attentamente.
Poiché, anche se il Joker vive in ognuno di noi nei meandri dell’inconscio se ad un certo punto vuole uscire più spesso è un bene che rafforziamo le palizzate della nostra casa interiore.

2020 sei prevedibile


Sappiamo cosa hai fatto il 31, il 25 oggi e domani. E tutto il resto dell’anno. Sappiamo tutto. E non siamo quelli del FBI o della CIA. Siamo ovunque. Siamo… connessi, manipolati, seguiti, studiati. Siamo topolini da laboratorio per noi stessi umani, siamo la nostra stessa cavia.

Con l’ausilio dell’eticità dei costumi e della camicia di forza sociale l’uomo è stato reso realmente prevedibile.

Friedrich W. Nietzsche

Visita guidata


La sto guardando come un quadro appeso in un museo, la sua cornice irradia luce alla stanza, ma io sono attratto da due profondi buchi neri vivi e animati dalla scintilla della sua anima, ad un tratto vengo preso da un sobbalzo quando lei si accorge di me e mi risveglio con il suo sorriso che mi stordisce all’improvviso.
– Ehi, stai dormendo! –
Dove sono finito? Pensavo di essere al museo. Così mi innamoro, quando nello sguardo di una donna vedo l’opera d’arte che vorrei portare a casa a tutti i costi.

La vita si restringe o si espande in proporzione al nostro coraggio, o viceversa alla nostra paura.


La tua mente crea resistenza verso le cose che desideri e vuoi avere anche a tutti i costi, è un processo “culturale” ma puoi disattivarlo con un po’ di abitudine a rinunciare a quelle che sono le opinioni altrui, questo esprime il coraggio (normale tra l’altro), di ottenere quello che ci fa STARE BENE senza continuare a EVITARE in continuazione, perché ascoltiamo le opinioni e le tendenze culturali, di chiuderci nel nostro mondo senza cercare di allungare la manina e prenderci quello che vogliamo davvero. Questa si chiama anche RESISTENZA.
E’ la tua inerzia emotiva, è quello che chiamano Status Quo. Il meccanismo in cui sei intrappolato per tenerti al sicuro ma per sempre nel tuo dolore.

Quindi quali sono le storie che ti crei nella mente per evitare a tutti i costi di ottenere quello che desideri? Cosa ti racconti per giustificare la tua inerzia e resistenza interiore? E quante storie racconti a te stesso al posto di rimuovere quella resistenza?

I meccanismi di difesa dal mondo della felicità

Paura di provarci e iniziare una conversazione con una donna attraente
Paura di mostrare interesse sessuale diretto o indiretto (chiedere il numero, chiamare, chiedere di uscire)
Paura di avere un contatto sessuale (in particolare al primo appuntamento, al primo bacio)
Paura di avere un rapporto sessuale

La felicità è fatta di relazioni, di relazioni di ogni tipo e più sono numerose e positive maggiormente sarai felice, questo ancora di più se le relazioni sono fatte e realizzate con donne che amiamo e con cui vogliamo condividere qualcosa. Se vuoi amare una donna non devi pensare al sesso, ma al modo migliore di essere felice con quella donna.

Queste forme di ansia sono la manifestazione di una forte riluttanza all’essere vulnerabili e cioè onesti con se stessi e il mondo reale esterno nascondendo le proprie emozioni (e quindi i propri desideri, le emozioni sono i desideri). Questa ansia ti renderà bisognoso e più lo sarai e più ansia avrai cercando di rimanere nel tuo guscio protettivo che protegge il tuo essere bisognoso. E sarai sempre più inerte e immobile.

Questo non vale solo con le donne: vale per OGNI COSA della vita. Dal lavoro, allo sport, da successo sociale alla politica. Rimanere nella zona dove senti di essere al sicuro (perché gli altri ti dicono di farlo) non solo non ti renderà mai felice, ma ti farà soffrire per tutta la vita ogni forma di insuccesso e tristezza.

C’è un’alta concentrazione di quest’ansia negli ultimi tempi e la più alta si trova in persone, uomini e donne, a cui è mancata una figura genitoriale che li abbia cresciuti e gli abbia mostrato “come si agisce” con l’altro sesso, abusi emotivi subiti nell’infanzia, traumi infantili, educazione strettamente religiosa e un’educazione strettamente culturale di massa.

L’ansia, nella sua definizione più reale sta a indicare tutto l’investimento che noi spendiamo per la nostra identità e nell’opinione degli altri. Per fare un semplice esempio: se sei spaventato a morte nel dire qualcosa ad una ragazza bellissima che si siede a fianco a te vuol dire che stai dando un altissimo livello di investimento, importanza e di bisogno nell’opinione che lei possa avere di te. Questo bisogno e investimento crea una risposta di ansia del tipo combatti oppure fuggi che ti porterà ad avere ancora più ansia la prossima volta che ti capiterà di sederti vicino ad una bellissima ragazza (o ad una grandissima opportunità di investimento per il successo economico).

Ci sono principalmente tre “sentieri” mentali che conducono a questo tipo di ansia e tutti sono correlati da quanto la cultura di massa uccide il tuo proprio pensiero, le tue proprie decisioni, i tuoi propri desideri (perché gli altri non lo fanno, perché se lo faccio rischio di perdere la culla di sicurezza e di sofferenza dove mi crogiolo tanto, perché sono un fottuto masochista della vita).

Volete sapere quali sono?