Evitate ogni contagio: rifuggite dagli “sfigati”



Un virus non visto,

entra nei nostri pori senza

avvertire, diffondendosi silenziosamente.

I contaminatori possono essere riconosciuti dalla sventura
che gettano su se stessi, dal loro turbolento passato, 
dal lungo elenco di relazioni interrotte, 
dalle loro instabili carriere e dalla forza del loro carattere, 
che ci trascina via e ci fa perdere la ragione.

Quel Cassio ha un aspetto magro e famelico; pensa troppo. . . 
Non so quale uomo eviterei tanto quanto quel Cassio sparuto. . .
Gli uomini come lui non hanno mai l’animo tranquillo, finché vedono uno più grande di loro; e quindi sono molto pericolosi.

Giulio Cesare, William Shakespeare, 1564–1616.

Quegli sfortunati tra noi che sono stati trascinati in basso da circostanze al di fuori del nostro controllo, meritano tutto l’aiuto e la compassione che possiamo dare loro. Tuttavia ci sono soggetti che non sono nati per essere sfortunati e infelici ma che gettano su se stessi sfortuna e infelicità con azioni distruttive ed effetti sconvolgenti sugli altri. Ma se arrivano a noi possono cambiarci perché gli esseri umani sono estremamente suscettibili agli stati d’animo, alle emozioni e ai modi di pensare di coloro con cui passano il tempo.

Gli incurabilmente infelici e instabili hanno un potere di contagio particolarmente forte perché le loro emozioni sono intense. Prima di poter capire la vera natura dei loro problemi già siamo stati contagiati e può essere tardi. Bisogna capire che nel gioco della vita e del “potere” le persone a cui vi associate è di fondamentale importanza, sono delle presenze chiave. 
Se vi associate dunque a dei contaminatori di infelicità tutto quello che troverete è il modo di perdere molto tempo per liberarvene e attraverso un meccanismo associativo, anche voi sarete subito visti come sofferenti e portatori di disgrazie dagli altri. 
Il più pericoloso contaminatore è colui che soffre di insoddisfazione cronica e che si lamenta in continuazione: statene alla larga, per evitare il contagio l’unica soluzione è la quarantena totale del soggetto, non sperate di poterlo aiutare, non potete semplicemente farlo e verrete contagiati all’istante.

L’unica soluzione è la quarantena.

Riconoscete i fortunati cosicché potrete scegliere la loro compagnia, e gli sfortunati in modo da poterli evitare. La sventura è solitamente il peccato portato dalla follia e fra quelli che ne soffrono non c’è malattia più contagiosa.
Non aprite mai la porta all’ultima delle vostre sfortune perché, se lo farete, molte altre seguiranno la sua scia. . .
Non morite per la miseria di un altro. 

(Baltazar Gracian)

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